Una promessa l’ha mantenuta, ovviamente a metà.

Ridotto al rango di ‘semplice’ senatore, se proprio non ha esattamente lasciato la politica come promesso durante la campagna del disastroso referendum costituzionale del 2016, Matteo Renzi lancia la sua campagna d’Oltralpe in nome dell’antica passione.

Dopo aver firmato il ‘manifesto Macron’ e partecipato a conferenze nelle lande transalpine il saggista e documentarista di Rignano ‘sfiderà’ a duello la leader di Rassemblement National (RN) Marine Le Pen nella trasmissione L’Emission National in onda su France2 il prossimo 14 marzo, insieme al ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau.

La notizia della partecipazione al talk francese, ignorata dalla stampa italiana e non ancora riportata da Renzi sui profili social, arriva dal quotidiano Le Figaro. In quell’occasione si parlerà ovviamente di Europa, di Tav e del probabile cataclisma politico che farà seguito al rinnovo del Parlamento europeo con il voto di fine maggio.

Fallita per ora la spallata al governo Conte sul nodo Tav, il neosegretario Pd Nicola Zingaretti ha ripiegato negli studi di Fabio Fazio dove si è dedicato alla politica ‘immobiliare’, annunciando il trasloco dal Nazareno, centro di potere del Pd renziano e del patto di governo con  Silvio Berlusconi: “Voglio tante vetrate e il contatto con la gente”.

Cosi Zingaretti in versione ‘agente immobiliare’ ha dato il via all’operazione di trasfigurazione dell’immagine del suo partito. Spenti i riflettori su Renzi e sul suo giglio magico in ambito nazionale, verrebbe da chiedersi per quale motivo Zingaretti non ci metta la faccia in un’occasione di diretto confronto con Marine Le Pen parlando a tutto tondo degli assetti europei, come sarebbe immaginabile per un leader politico al timone da pochi giorni e incaricato di rivitalizzare il centrosinistra spiegandone i contenuti programmatici.

Di certo il Bomba, sia su i social sia in occasione di partecipazioni pubbliche in Francia, non ha smesso di sparare a zero sul governo ed in particolare su Matteo Salvini. In questa circostanza ha colto la palla al balzo per tornare protagonista come natura sua vuole prevedibilmente dileggiando il governo italiano e le sue posizioni euroscettiche senza un contraddittorio di casa nostra.

Sarà interessante comprendere chi ha dato il via libera a Renzi, ‘semplice senatore’, come con tracotante umiltà ama definirsi, ad un confronto diretto con Marine Le Pen senza dubbio protagonista della stagione sovranista che potrebbe aprirsi nell’Europa che verrà.

Lei, forte del rapporto con l’alleato Matteo Salvini, si è limitata a commentare la presenza di Renzi, come sovente ha fatto in passato, paragonandolo in modo piuttosto sprezzante all’ex primo ministro francese Manuel Valls per le sue posizioni socialdemocratiche e il suo look da ‘piacione’.