L’“11 Settembre”, non c’è bisogno nemmeno di specificare l’anno, perché fu un evento che fermò il tempo, fu un evento che segnò la storia del mondo, perché fu l’evento che ci fece riscoprire la paura.

Nella mattina di quel martedì, 11 settembre 2001, quattro furono gli attentati suicidi ad opera (ufficialmente) del gruppo terroristico islamista chiamato “Al-Qa’ida”, che dirottò quattro aerei pubblici. Due di questi si schiantarono contro le torri Nord e Sud del World Trade Center di Manhattan, New York, un terzo si schiantò contro il Pentagono, mentre il quarto, diretto verso la Casa Bianca, fu abbattuto nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania. I morti furono 2997 e i feriti oltre 6000.

In quel mattino l’Occidente si svegliò con una nuova consapevolezza. Noi, che ci sentivamo così forti, così invincibili, così intoccabili, abbiamo riscoperto la paura e abbiamo compreso che anche noi, come “popolo”, possiamo sanguinare, possiamo soffrire, possiamo morire. Quel dolore ci insegnò a piangere e quel pianto, anche se per un breve periodo, ci unì.

Ma non passò molto che il nostro gemito si tramutò in un’espressione di diffidenza.
Gli attentati aumentarono, non solo negli States, ma anche in Europa, e con essi l’odio e la paura. Infatti, si era già dichiarata la “guerra al Terrore” e perciò, bisognava creare questo “Terrore”. I media fecero esattamente questo. Vennero sempre più diffuse notizie e messaggi che suscitarono sospetto e sgomento. Di conseguenza, la gente fu presa dal panico e, come Hobbes ben diceva, pur di sentirsi al sicuro, cedette sempre più la propria libertà e potere al “Leviatano”, ossia ai Governi, ma soprattutto ai servizi segreti e a poteri ancor meno chiari.

A conferma di ciò, nel 2013 scoppio il caso “Datagate”, ove Edward Snowder diffuse diversi documenti top secret delle attività di sorveglianza nei confronti di cittadini e istituzioni di diversi Paesi del mondo. Coinvolta fu l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale Statunitense (NSA), per mano del quale venivano svolte tali attività in collaborazione con altre Intelligence dei diversi Paesi. Il Governo Americano usò proprio la tragedia dell’11 settembre per giustificare l’operato della NSA, perché la paura giustifica tutto e il terrore rende ogni cosa lecita.

Ma di cosa abbiamo paura? Abbiamo dichiarato guerra al Terrore, che altro non è che una nostra creatura.
Il Terrore non ha volto, non ha un nome, ma solo simboli, come lo fu Bin Laden, come lo fu Al-Qa’ida allora e l’ISIS oggi. I simboli cadono, ma il Terrore resta.

Il Terrore è uno stato di immane spavento che ci tiene paralizzati e che ci rende irrazionali e confusi.
Odiare chiunque ci venisse indicato come l’origine del terrore stesso ci divenne facile, e la guerra, armata o psicologica, divenne un male necessario.
Ma la guerra porta altra guerra. Uccidi i padri e i figli cercheranno a loro volta di uccidere te, perché la vera guerra non finisce con l’abbattimento del “nemico”, ossia del simbolo, ma con l’abbattimento del Terrore stesso e di tutti i risentimenti conseguenti che rendono lecita ogni violenza ed ogni crimine.

Infatti, che cos’è cambiato? Sono solo aumentati i morti, per la gran maggioranza civili innocenti, e con essi sono aumentati anche i profitti di chi ha dichiarato la guerra al Terrore, però senza mai combatterla.

Il Terrore è un effetto domino iniziato da molto prima dell’11 settembre 2001.
L’attentato alle Torri gemelle fu solo la caduta di un tassello, come lo fu prima di esso l’accordo nel mercato delle armi che coinvolse la famiglia di Bin Laden con il Governo Bush Senior, come ancor prima lo fu la guerra del Golfo, e numerosi altri episodi. Altri tasselli, invece successivi all’attentato, furono lo stesso scandalo Data
gate, l’ISIS, le guerre in Siria, nello Yemen e in decine di altri Paesi, così come lo è l’ondata migratoria che ci sta coinvolgendo direttamente. Tutto è collegato.

Dove ci porterà a finire questo gioco? Sicuramente ha avuto inizio da un dito d’uomo che ha giocato a fare Dio, che spavaldamente ha fatto cadere il primo di questi innumerevoli tasselli.

Ciò che serve è una Consapevolezza generale, una Visione che va oltre a ciò che appare, così da veder chiaramente ciò che È, la Verità. Cos’è la Verità? La Verità è che c’è differenza tra vendetta e Giustizia, che non si fa la Pace con la guerra, e soprattutto, che prima di essere di una nazionalità o di un’altra, di essere maschi o femmine, bianchi o neri, ricchi o poveri, siamo TUTTI nati Uguali, nati Liberi, persino Buoni (perché sono le scelte che facciamo crescendo che ci rendono malvagi) e più di ogni altra cosa, siamo Umani.

Spesso ci dimentichiamo di questo, comportandoci come se siamo migliori di altri e come se la Vita e la Libertà fossero solo privilegi di pochi eletti. Tale dimenticanza ci ha portato, in nome del nostro individuale benessere, a seguire un sistema simile ad una catena alimentare, rendendoci però tutti socialmente cannibali.

Questo effetto Domino è un processo di disumanizzazione, in cui tutti siam coinvolti e perciò, possiamo tutti, a iniziare dal nostro piccolo, far la nostra parte per porre fine a questo perverso gioco.