Quali saranno i risvolti prettamente Iraniani?

Sanzioni all’Iran. Leggi la prima parte sulle conseguenze europee e la seconda parte sull’annullamento del JCPOA.

Per L’Iran si prospettano tempi delicati. Infatti l’accordo JCPOA sulla riduzione della capacità nucleare iraniana, fortemente voluto dal moderato Rouhani, era stato duramente contrastato dai suoi stessi conservatori che non reputavano gli Occidentali meritevoli di fiducia.
E forse in qualche modo avevano ragione.

Adesso il presidente Hassan Rouhani si trova fra i due fuochi e non gode della necessaria coesione politica interna, ed è proprio questa la situazione in cui gli americani volevano cacciarlo. Infatti più che un un nuovo accordo, la mossa di Trump sembra proprio volta a detronizzare il regime iraniano.
Lo stesso Mike Pompeo ci aiuta in questa analisi enunciando i 12 punti dell’ultimatum americano, ultimatum che sembra preso direttamente dalle politiche belliciste Ottocentesche.
Infatti si legge fra le righe che le richieste ufficiali statunitensi includono la cessazione dello sviluppo di armi balistiche, garantire libero accesso a qualsiasi tipo di personale americani in tutte le strutture energetiche-nucleari, il rilascio immediato di ogni cittadino USA incarcerato in Iran, la cessazione di qualsiasi supporto militare ed economico iraniano in politica estera. In pratica si sta chiedendo all’Iran di rinunciare alla propria sovranità e di diventare un paese fantoccio americano.
Cessazione della politica estera, cessazione della politica energetica, cessazione della politica militare, cessazione dell’indipendenza giudiziaria.
Se avessero chiesto la salma dell’Ayatollah Khomeini avrebbero fatto prima.

Una richiesta del genere non può che avere una sola risposta, ovvero un secco negativo.


(Il presidente Vladimir Putin e il presidente Hassan Rouhani)

Questo diniego, comporta appunto l’entrata, da oggi 5 novembre, di nuove sanzioni che potrebbero avere molti effetti indiretti e indesiderati.

La speranza della Casa Bianca è quella di rovesciare il regime per effetto diretto (facendoli piegare all’ultimatum) o per effetto indiretto, ovvero ridurli alla fame fin quando la massa affamata non spodesterà il governo di Teheran.

Uno degli obiettivi principali di queste sanzioni sono le Guardie della Rivoluzione. In realtà con l’affermarsi delle sanzioni e la conseguente recessione, si prospetta un allargamento del mercato nero, gestito e beneficiato proprio dalle Guardie della Rivoluzione, che quindi non risentiranno delle sanzioni quanto la popolazione civile.
Popolazione verso cui Trump ostenta un continuo supporto ma verso cui sta facendo ben poco. Infatti l’indebolimento di Rouhani porterà in Iran un ritorno delle forze ultra-radicali islamiste che indicano le aperture a Occidente del Presidente come alla base della recessione. Ciò renderà impossibile l’agenda di sviluppo e modernizzazione voluta da Rouhani che tanto avrebbe giovato agli iraniani. Ancora una volta assistiamo a un paese musulmano, che nella sua lotta per lo svincolamento dai dictat americani viene costretto a ripiegare su politiche ultraconservatrici.
Ma la storia insegna come questi effetti indiretti abbiano generato negli anni gruppi terroristici transnazionali, proprio a discapito principalmente degli USA.

Non va tralasciato che nel medio-lungo termine, forze ultra-radicali al governo porteranno l’Iran su posizioni ancora più aggressive e ingestibili. Come riferisce la stessa Federica Mogherini (Alto rappresentante degli affari esteri europei) questa decisione americana è un disastro. Infatti l’accordo JCPOA permetteva un ampio dialogo con Teheran e una buona collaborazione per le altre tematiche dell’area mediorientale, dalla crisi umanitaria in Yemen, alla guerra in Siria. Dialogo che ovviamente si ritroverebbe a tornare indietro di 20 anni, a tutto svantaggio della cooperazione internazionale che dell’Iran ha fondamentale bisogno. Un passo indietro forzato e unilaterale che stavolta sembra non verrà perdonato allo Zio Sam.

Ma quali saranno i risvolti per l’Italia?
Leggi la quarta parte nel prossimo articolo su ilFormat