In Siria, operatori dell’ONU impongono a donne e bambini rapporti sessuali in cambio di viveri e di aiuti umanitari, tanto che vedove, bambine e ragazzine senza più figure maschili che possano proteggerle, si rifiutano di andare nei centri di aiuto umanitario.

Un altra volta si è palesata l’altra faccia della medaglia delle Nazioni Unite e, se vogliamo, dell’uomo stesso.
Sì, un’altra volta. Proprio nel Maggio scorso il Times riportò un’inchiesta sullo sfruttamento sessuale di altri operatori ONU, sempre a danni di donne e bambini dei campi profughi dell’Africa Occidentale e di come siano stati coperti decenni di abusi avvenuti anche in altre zone del globo.

Decenni di abusi, decenni di ricatti, decenni di corruzione, decenni di affari con Governi criminali, decenni di cooperazione con trafficanti locali, ma non solo da parte delle Nazioni Unite, ma anche da molte altre organizzazioni non governative nate allo scopo di dare assistenza alle popolazioni afflitte dalle guerre, dalle malattie e dalla povertà.

È terribile pensare come decine di migliaia di innocenti, che hanno perso i propri cari, la propria casa e la propria dignità, debbano perdere anche l’ultimo barlume di speranza, perché i “buoni” si sono mostrati persino peggiori dei “cattivi”.
Non bastava la piaga del loro Paese, sono venuti a portare anche quella dei Paesi “civili”. Infatti, in un Paese “civile” non si può uccidere a sentimento, non si può violentare, non si può ricattare la vita, perché illegale, ma quando andiamo in Siria, e in altre località in cui l’unica legge vigente e quella del più forte, i “civili” (coloro che provengono dai Paesi maggiormente sviluppati), che hanno le cure, il cibo e le armi migliori, e quindi, i più forti, hanno diritto, come asini nel paese dei balocchi, a dare sfogo a tutta la loro bestialità. Per questo, si è un’altra volta palesata l’altra faccia della medaglia, non solo dell’ONU, ma dell’uomo, dell’intera (dis)umanità.

Siamo delineati da un pezzo di carta a cui tutti abbiamo dato autorità e l’abbiamo chiamata “Legge”. Ma qualora quel pezzo di carta scomparisse o semplicemente decidessimo di non riconoscerne più il valore, cosa accadrebbe? Vigerebbe il caos? Daremmo anche tutti noi sfogo ai risentimenti e ai più indecenti desideri attraverso la violenza? Potremmo ancora definirci uomini? O saremo bestie?

Ogni qual volta noi, uomini “civili”, siamo approdati in luoghi meno civilizzati, siamo stati tutto fuorché civili e ancor meno uomini.
Durante le crociate, “la guerra santa”, quando il papa diede la rimessione di tutti i peccati a coloro che avrebbero partecipato alla spedizione, i stessi crociati, che portavano il vessillo di Cristo, compirono massacri di innocenti, razzie, stupri in massa di donne e bambini ed ebbero rapporti sessuali persino con cadaveri e animali.
Quando scoprimmo l’America, e i “selvaggi” ci offrirono il loro pacifico saluto, noi, i “civili”, gli offrimmo il loro stesso sangue.
Nel periodo del colonialismo, mentre in Europa si predicava il diritto e la libertà, al di fuori del nostro Continente, noi stessi europei globalizzammo la tratta degli schiavi.
Nella seconda guerra mondiale, quando persino in Europa la legge venne sospesa e si combatteva nelle nostre città, vennero uccisi molti più civili che soldati, e quasi mai per sbaglio.
Durante la guerra in Vietnam, giocavamo a mira al bersaglio con gli abitanti locali che dovevamo proteggere.
Per non parlare degli innumerevoli crimini che compimmo durante la guerra del Golfo, in Iraq, e ovunque abbiamo messo piede, compreso ora, che coloro che dovrebbero servire la causa della Pace e dei Diritti Umani, non servono altro che la loro brutale concupiscenza.

Oscar Wilde disse: “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”.

La nostra vera natura si mostra solo quando non corriamo il rischio di esser in alcun modo accusati.

Scagli la prima pietra chi è senza peccato”, eppure non facciamo altro che lapidare i popoli del resto del mondo con le nostre accuse, con le nostre critiche, con i nostri giudizi, con le nostre condanne e sanzioni, mentre ci copriamo a vicenda ogni qual volta dimostriamo di esser noi i selvaggi.

Esser civili vuol dire apparire giusti, mentre essere Umani vuol dire cercare di esserlo veramente. Sì, continueremo a sbagliare, ma per lo meno avremmo quel morso nella Coscienza che ci indurrebbe al pentimento e non ci darebbe pace fino a quando non avremmo rimediato o pagato fino all’ultimo per il nostro sbaglio.
Avremmo empatia per i nostri simili.
Mentre essere civili vuol dir tener conto esclusivamente della legge, ma qualora non ci fosse o non potesse toccarci, non avremmo né limiti né rimorso.

La Legge Umana non è scritta su un pezzo di carta, non è valida solo nel nostro ambiente domestico, o di lavoro o nella società in cui viviamo. La Legge Umana è una Solidarietà universale, che non vede l’apparenza ma la sostanza. Essa è paziente, benigna, non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non brama e non è avida. Non si irrita, ma non sopporta il male; non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la Verità; tollera ogni cosa fuorché l’oppressione; crede in ogni cosa fuorché nella menzogna; lotta, cade, si rialza, subisce, contrattacca, non demorde, spera fino all’ultimo ed infine Vince. Questa Legge, che ci rende Veramente e Universalmente Uomini, è l’unica Legge che mai dovrà venir meno, altrimenti, noi scompariremo con Essa.