E’ di stamattina la notizia che la Camera dei Deputati ha approvato la decisione che dal Gennaio 2019 prevederà un taglio netto ai vitalizi dei parlamentari. O meglio: dal mese di Gennaio del prossimo anno i vitalizi dei parlamentari saranno calcolati in base al metodo contributivo, e non più retributivo. Quindi, in sostanza, non c’è stato alcun taglio netto o alcuna eliminazione definitiva delle “pensioni d’oro” dei parlamentari, come veniva paventato in campagna elettorale da i partiti che adesso governano l’Italia, in particolare dal M5S.

Forse, c’è ben poco da festeggiare se si pensa che il provvedimento appena approvato alla Camera probabilmente troverà l’intralcio dell’incostituzionalità; detto in parole semplici, questo taglio ai vitalizi potrebbe essere anti-costituzionale e, quindi, essere in contrapposizione a qualche articolo della nostra Costituzione. Spetterà alla Corte Costituzionale deliberare in merito.

Se poi si riflette sul fatto che una marea di ex parlamentari, che percepiscono ad oggi i cosiddetti vitalizi (ovvero, delle somme in denaro che sono dovute loro per il fatto di aver ricoperto la carica di parlamentare), promettono battaglia, allora il cosiddetto “taglio ai vitalizi” potrebbe rivelarsi un grande buco nell’acqua. Infatti, molti ex parlamentari hanno minacciato ricorsi contro il provvedimento in esame: la situazione che si verrebbe, quindi, a creare sarebbe un ingarbugliato intersecarsi di “richieste di annullamento o di revisione di atti”, che andrebbero ad intralciare la già lenta e macchinosa amministrazione governativa.

Adesso, spetta, quindi al Senato approvare questo fantasmagorico taglio ai vitalizi. E non è detto che si abbiano risultati controproducenti, rispetto allo scopo del provvedimento, oppure si prosegua col cammino intrapreso finora. Che dire: rimettiamo il futuro della sforbiciata alle pensioni d’oro degli ex-parlamentari al Senato, sperando che per il bene dell’Italia venga fatta una scelta ponderata in merito.

Il taglio netto delle cosiddette “pensioni a vita” degli ex-parlamentari è stato attenuato nella sua forza e nella sua efficacia e non è escluso che perda vigore proprio nella seconda camera decisionale della Repubblica italiana.

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Nato a Empoli (Fi), il 4 gennaio 1989. Diplomato al liceo classico-linguistico, laureando in scienze politiche, relazioni internazionali. Dopo una lunga esperienza come attivista politico, guida un partito politico giovanile a livello locale. Si dedica all’attività di articolista per svariati clienti e su svariati argomenti. Giornalista aspirante pubblicista. Appassionato e studioso di politica interna ed internazionale (e di tutto ciò che la concerne), sistemi politici, partiti politici, sistemi elettorali, relazioni internazionali, diritto internazionale e costituzionale, e molto altro.