In un paese dove una parte della campagna elettorale è basata praticamente sulla generalizzazione e sul razzismo, non possono mancare dei riflessi, anche nel calcio. 

Ieri a Cagliari si è consumata l’ennesima figuraccia del calcio italiano. I cagliaritani hanno iniziato a fare ululati contro i calciatori di colore della Juventus. Un episodio che và condannato e a cui và data l’importanza mediatica che merita.

Ieri a Sky c’è stata, nel post partita, un accesa discussione tra il noto giornalista Daniele Adani e il presidente del Cagliari Tommaso Giulini. Tema centrale, l’accusa del presidente ai giornalisti presenti in studio, di essere dei moralisti, frase che ha scatenato la rabbia dell’ex calciatore dell’Inter.

Il giornalista Adani, cosi come tutti i giornalisti di Sky, Dazn, Rai e Premium, passano per moralisti semplicemente perché danno diversa importanza a ciò che accade sugli stadi. Le forme di razzismo vanno condannate a prescindere dal possibile motivo che le possa scatenare.

Non si può giustificare come reazione per una semplice esultanza. È inconcepibile che nel 2019 ci siano ancora questi episodi, e lo è ancora di più vedere che ci sia una distinzione mediatica sulle varie situazioni di razzismo che si vengono a creare.

A questo punto una domanda sorge spontanea, perché c’è una divisione di trattamento su questi argomenti?

Un argomento delicato come questo andrebbe preso con le pinze in ogni sua manifestazione, invece in Italia esiste una distinzione evidente. Il mister Massimiliano Allegri riesce a sentire i “bù” della Sardegna Arena ma di non udire i cori beceri dello Juventus Stadium in JuventusNapoli.

Lo scorso anno quando Bonucci tornò da ex nello stesso stadio e partirono cori contro il figlio malato, non si è venuta a creare tutta questa indignazione mediatica. Non fu giustificata la reazione dello Stadium per l’esultanza polemica di Bonucci, come ieri ha cercato di fare il presidente del Cagliari, riconducendo certi atteggiamenti all’esultanza di Kean.

Tre settimane fá, in Cagliari – Fiorentina, ha perso la vita un tifoso cagliaritano e da parte della curva viola sono partiti cori irripetibili che non hanno creato tutto questo sgomento.

Ogni Domenica a Firenze a Roma a Milano a Torino, si cantano cori come “Oh Vesuvio lavali col fuoco” o cori contro San Gennaro, perché non si crea tutto questo caos? Perché, troppo spesso, questi episodi vengono classificati come semplici sfottò da stadio?

Questi sono solo pochi esempi rispetto a ciò che accade realmente ogni Domenica in ogni stadio, ma che spesso e volentieri si decide di far finta di non sentire. È per questo che molti giornalisti, passano per moralisti, visto che quando sono i “deboli” a subire forme di razzismo molto spesso si sceglie di tacere mentre si prende spesso una posizione quando sono le società “forti” a subire questo trattamento.

Il razzismo è razzismo e va condannato in ogni sua forma, in ogni contesto e in ogni sua minima manifestazione, iniziando dalla politica, passando per le serie minori, fino ad arrivare ai campi della Serie A.