Il ragno violino (“Loxosceles rufescens”) si sta godendo il suo momento di gloria. Se n’è stato zitto zitto, quieto quieto per secoli o millenni nelle soffitte delle nostre case, negli orti, nelle legnaie, negli scantinati. Ma ora qualcuno l’ha notato e siccome all’improvviso questo qualcuno s’è ricordato che è un ragno pericoloso, è diventato famoso. Anche perché, qualche sfortunato, allergico come i tanti soggetti allergici che alla puntura del calabrone o della zanzara vanno in shock anafilattico, c’è mancato poco che non ci restasse morto stecchito: è successo poco più d’un mese fa ad un camionista di Livorno che ha rischiato l’amputazione di una gamba: morso dal ragno, e nemmeno se n’era accorto, ha dovuto fare i conti il giorno dopo coi postumi dell’aggressione; alcuni giorni fa è toccato ad un vigile di Terni, punto ad un braccio.

E allora aiuto, paura, terrore, panico.

Cerchiamo di informarci, dunque. Il cartaceo a tal riguardo ci dice ben poco, il web invece è talmente ricco che possiamo farci vacanza.

Si tratta di un ragno lungo poco più di un centimetro, il cui corpo ricorda la forma di un violino. Ama i luoghi chiusi perché non sopporta il freddo, e predilige i luoghi asciutti; d’estate, per via del caldo, può frequentare anche luoghi aperti come orti e giardini; insomma, approfitta delle belle giornate e se ne va a passeggio. Di carattere, non è aggressivo, cioè se ti vede non ti salta addosso, ma questo francamente non ci interessa dato che te lo puoi ritrovare nel letto, negli indumenti appesi al porta abiti, nelle scarpe e allora zac! vieni morsicato. Il suo veleno provoca necrosi, per cui bisogna agire subito o si incorre in pericolose conseguenze. In Europa, continuano ad informarci le decine di link consultati, la prima deceduta è una donna calabrese, morta nel 2015  al Ciaccio di Catanzaro: si trattava comunque di un soggetto allergico, fra l’altro sofferente di una malattia neuromuscolare. Il secondo decesso è avvenuto nel 2017 e riguarda un cagliaritano, morto dopo tre mesi dal morso del famigerato ragnetto ma, come fecero sapere all’epoca gli addetti ai lavori (i medici per intenderci) la morte non era da attribuirsi al morso del ragno bensì ad altre patologie: e per una volta tanto diamo loro ragione, dato che, siccome non siamo cretini, sappiamo che non si muore tre mesi dopo a causa del morso di un ragno come di una qualsiasi altra bestiola velenosa.

Il morso del ragno violino è indolore, non ti senti cioè pungere come ad esempio nel caso dello scorpione, almeno così dicono: una signora di Monte Mario, vicino Roma, certa Isabella Onofrii, ha raccontato la sua disavventura, asserendo invece di aver sentito la puntura, anzi due, una sotto il mento ed una alla caviglia.

I rimedi. In caso di morso (se te ne accorgi), lavare immediatamente la zona interessata dal morso con acqua e sapone (anche il bagnoschiuma va bene) e chiamare un Centro Antiveleni.

Esistono sul web (e dove sennò?) pagine che spiegano come identificare il ragno violino: bisogna innanzitutto prestare attenzione al colore del corpo che è di un marrone-giallino, dato che ragni con lo stesso colore non ne esistono più; le zampe sono più chiare rispetto al corpo e di colore uniforme (tinta unita): se sulle zampe ci sono strisce o altri segni o se anche il corpo presenta più tonalità di colore non si tratta di ragno violino: altrimenti detto, il ragno lo prendi, te lo metti in braccio, ti armi di lenti di ingrandimento e procedi all’identificazione. Ma attenzione: la forma del violino non sempre è ben delineata, quindi occhio! Diversamente dagli altri ragni, il ragno violino ha solo sei occhi: essendo troppo piccoli, anche questo controllo richiede una lente di ingrandimento. Sempre meglio avere qualche lente in casa. Il ragno violino ha una peluria molto fine e corta: a questo punto decidi tu se osservare o toccare per avere maggiori certezze: se poi è troppo peloso, non si tratta di ragno violino.

Ricordiamo che i sintomi di avvelenamento di solito si sviluppano da due a otto ore dopo il morso. Le vittime possono sperimentare questi sintomi:

forte dolore dal morso dopo circa quattro ore;
forte prurito;
nausea;
vomito;
febbre;
mialgia (dolore muscolare).

Il veleno del ragno violino è estremamente tossico, ancora più potente di quello di un serpente a sonagli. Ciò nonostante, questo veleno causa meno danni di un morso di un serpente a sonagli a causa delle piccole quantità iniettate nelle sue vittime.

Queste, in sintesi, le informazioni più importanti che abbiam cercato di raccogliere.

Conclusione. Questo minuscolo animaletto, lungo poco più di un centimetro, all’improvviso è riuscito ad eclissare i suoi parenti aracnidi più illustri in fatto di veleni, e mai se lo sarebbe aspettato, dal più noto scorpione alla celebre tarantola fino alla malmignatta (una parente della vedova nera) dando filo da torcere persino alla famigerata vipera. Ad ognuno i suoi tempi, l’opportunità di un gratta-e-vinci non si nega a nessuno, neppure ad un ragno. Meglio tardi che mai.