I diciottenni non potranno sottoscrivere un abbonamento ai giornali con il bonus cultura da 500 euro. Il governo ha dato parere contrario a un emendamento al decreto su reddito e pensioni presentato dal senatore Cangini (FI) che allargava la spesa del bonus cultura anche agli abbonamenti ai quotidiani.

La relatrice Nunzia Catalfo (M5S) si era rimessa al parere del governo. Claudio Cominardi (M5S), sottosegretario al Lavoro, ha preso la parola in aula per dare parere contrario e l’emendamento è stato respinto dall’assemblea.

BAGARRE IN AULA CRIMI: SOSTEGNO A EDITORIA LO FAREMO IN UN ALTRO PROVVEDIMENTO

Bagarre in aula, con il PD e Forza Italia che hanno accusato il governo di avere un atteggiamento punitivo nei confronti della stampa. Cangini ha ricordato come l’emendamento fosse a costo zero e che “in commissione tutti erano d’accordo, volevamo rimediare a una disattenzione del passato”, ha sottolineato. Anche il sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, è intervenuto in aula: “Traspare l’esigenza di intervenire su un settore in crisi, l’incentivo al lettore deve essere trasversale per tutti i cittadini al di là del bonus cultura che va rivisto”.

Inoltre, ha garantito Crimi, dopo gli Stati generali “abbiamo intenzione di intervenire con una altro provvedimento dove con i risparmi dei soldi dati agli editori daremo un sostegno a favore della lettura e dei giornali”. All’attacco il capogruppo del PD, Andrea Marcucci: “State cercando di comprirmere la liberta’ dei giornalisti e dite che aiutare la stampa e’ un male”.