Mentre tutti gli esponenti del governo sono impegnati a screditarsi e Salvini è già impegnato in una campagna elettorale ed è a caccia di nuovi alleati, c’è gente in mare che attende il diritto di sbarco ed altri che diversamente con imbarcazioni di fortuna arrivano tranquillamente sulle nostre coste per poi disperdersi.

In difesa delle vite bloccate in acqua è sceso Richard Gere il quale ha scelto di parlare con i profughi e gli operatori salendo sulla Open Armas venerdì, per poi rilasciare alcune dichiarazioni:

“Hanno storie incredibili, vengono da un inferno vero e proprio, soprattutto quelle che arrivano dalla Libia. Tutte le donne sono state stuprate, non una volta ma ripetutamente… La Libia è sotto il controllo di vari gruppi di milizie, per cui quando devono passare da una zona all’altra vengono violentate, gli uomini vengono torturati e messi in prigione. Non possiamo neppure immaginare quello che vive questa gente”.

160 il numero dei profughi presenti sulla nave Open Arms, vite salvate in più di una occasione che da giorni a largo di Lampedusa, attendono la possibilità di attracco e sbarco.

Però i nostri politici sono più impegnati a cercare di salvare la poltrona o permettersi di svilire in costume da bagno l’inno di Mameli, piuttosto che lavorare per questo paese e tutto ciò che ne concerne.

Pensano forse che il decreto sicurezza bis sia sufficiente a gestire concretamente e realmente l’Italia nelle sue varie sfaccettature?

Ricordiamo che salvare vite è un dovere, attraccare è un diritto in seguito al soccorso.

Guardia Costiera e ONG sono ormai allineate nel non forzare la mano. Tale atteggiamento è legato presumibilmente alla necessità di non offrire appigli elettorali al Ministro dell’Interno. È probabile che tale comportamento non sia dovuto alla paura dell’attuazione del decreto sicurezza bis. Tale decreto infatti è stato promulgato dal Presidente della Repubblica, ma è stato accompagnato da una lettera di “osservazioni e preoccupazioni”. Questo tipo di lettere diventano il punto di partenza per le sentenze con le quali la Corte di Cassazione dichiara incostituzionale un decreto; ovvero appena una ONG, un pescatore siciliano, il Capitano di una fregata della Guardia Costiera verrà incriminato con tale decreto e per difendersi si appellerà alla Costituzione, il decreto stesso sarà spogliato del suo potere, i reati prescritti e la nave restituita alle ONG.

In questi giorni anche la Ocean Viking, alla sua terza missione ha salvato 81 persone in acque internazionali a largo della Libia ed attualmente ha 356 migranti a bordo.

È triste dover attendere una star americana affinché si accendano i riflettori su una situazione che non riguarda solo “gli stranieri”, ma anche e direttamente gli italiani. È sempre più triste notare come il ministro dell’interno Salvini abbia solo la capacità di svilire, sminuire e offendere tutto ciò di cui parla incluso l’attore Gere, che nonostante fosse semplicemente in vacanza nel Bel Paese ha scelto di sostenere questa causa. Ciò nonostante Richard Gere ignori quanto dica dj-Matteo e conclude dicendo “Anch’io vengo da un paese dove la situazione politica è bizzarra e dove viene demonizzato chi arriva dal Messico, da El Salvador, da Panama, dall’Honduras. Sembra che ci sia una generazione di politici che mette la propria energia nel dividere le persone, come se nel dividere ci fosse del guadagno, che è una cosa idiota. Ma siamo tutti interdipendenti. Non è la prima volta che sono a Lampedusa, già due o tre anni fa ho visitato l’hotspot, ho conosciuto la grave sofferenza di questi che chiamano migranti, ma che sono dei rifugiati con orribili storie di sofferenze che hanno vissuto e stanno vivendo”.

Insieme a Richard Gere sulla nave era presente anche chef Rubio, ma non sono i soli che hanno sposato la causa nell’ultimo periodo. Antonio Banderas e Javier Bardem hanno voluto sottolineare che salvare vite è il lavoro delle ONG e quest’ultimo fa appello alla Spagna affinchè coordini lo sbarco.

Si attende che la situazione e l’Italia cambi rotta iniziando magari con il rispetto dei doveri e dei diritti.