Il mal di schiena affligge milioni di persone in Italia

e nel mondo, ma chi ha il diabete ha maggiori probabilità in più di soffrirne: ben il 35% in più. A individuare l’associazione tra queste due condizioni è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. La maggior parte degli adulti ha sofferto di lombalgia nel corso della vita e quasi la metà ha lamentato almeno una volta dolore ai muscoli del collo; il diabete è, invece, una condizione cronica sempre più diffusa, che si stima colpisca oltre 425 milioni nel mondo, 52 milioni in Europa, 5 milioni in Italia (considerando anche chi non sa di averlo). I ricercatori dell’Università di Sydney hanno esaminato il legame tra le due condizioni, evidenziando che chi ha il diabete presenta un rischio maggiore del 35% di soffrire di lombalgia e del 24% di dolore al collo, rispetto a chi non lo ha. “Ancora non sappiamo il motivo del collegamento ma questi risultati suggeriscono che sarebbero necessarie ulteriori ricerche su questo legame”, ha detto il coautore Paulo Ferreira, professore associato della Facoltà di scienze della salute dell’Università di Sydney. I ricercatori raccomandano ai medici di prendere in considerazione uno screening per individuare la presenza di diabete in pazienti che lamentano dolore al collo o lombalgia. Potrebbero, infatti, soffrirne senza saperlo: ben il 20% dei casi, infatti, non è diagnosticato.”I risultati mostrano un incremento di questi dolori in persone con diabete ma non emerge un rapporto causale tra i due. E’ probabile invece che questa comorbidità sia dovuta al fatto che condividono le stesse precondizioni, come il peso eccessivo e la poca attività fisica”, spiega Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italia di Diabetologia (Sid) e professore ordinario di endocrinologia all’Università di Chieti-Pescara. Secondo l’International Diabetes Federation, nel 2035, le diagnosi complessive dei diversi tipi di diabete potrebbero arrivare a 595 milioni di casi. Una cifra impressionante, dovuta alla trasformazione degli stili di vita e di alimentazione. Anche in Italia, nel 2030 ci potrebbero essere 5 milioni di diabetici. A tal proposito, è importante specificare che per tenere a bada il diabete e i picchi glicemici, oltre ad una cura farmacologica prescritta dal medico, è utile seguire una dieta mirata ed equilibrata. Importante ricordare 5 alimenti che tengono a bada la glicemia alta e aiutano a contrastare l’insorgenza di diabete. I legumi: ricchi di fibre, i legumi hanno un basso indice glicemico e un alto potere saziante prevenendo la fame nervosa. Potete scegliere tra fagioli, ceci e lenticchie. Per primi o secondi piatti: 4 cucchiai di legumi (secchi) 3-5 volte a settimana in zuppe, minestre, risotti, in insalata o in umido. Mandorle: come evidenziato da uno studio pubblicato sulla rivista “Metabolism”, le proprietà benefiche delle mandorle controllano l’apporto di zucchero nel sangue e diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari. Sono inoltre ricche di magnesio. Gli esperti consigliano di mangiarne una manciata (4 – 5) al giorno. La cannella: non tutti lo sanno ma alcuni recenti studi hanno dimostrato che la cannella aiuta il fegato a reagire al rilascio dell’insulina, favorendo la perdita di peso e a regolare gli zuccheri nel sangue. Questa spezia consente anche di tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi, prevenendo le malattie cardiovascolari. Latte di soia: non tutti lo sanno ma il latte di soia, ideale per chi è intollerante al lattosio, è un ottimo alimento per contrastare i picchi glicemici. Attenzione però a leggere bene l’etichetta: prima di acquistarlo, assicuratevi di sceglierne uno senza zuccheri aggiunti. Kiwi: questo frutto è ricchissimo di vitamina C, di fibre e potassio. Protegge l’organismo da problemi respiratori, tumori, infarto e patologie cardiache in generale. Inoltre abbassa i livelli di colesterolo cattivo e, soprattutto, presenta un basso indice glicemico.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.