Il Clima, quest’Apocalisse che lascia di sale tutti tranne la politica

I valori fondanti d'oggi, raccolta differenziata, il sex toy femminile, la pista ciclabile, il trans, l’immigrato ed ovviamente il Clima

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C’erano il popolo, la lotta di classe, il proletariato,

la Rerum novarum. Oggi ci sono nuovi ideali e riferimenti che hanno preso il posto degli orizzonti d’avvenire di ieri. Per esempio la raccolta differenziata, il sex toy femminile, la pista ciclabile, il trans, l’immigrato ed ovviamente il Clima. Questi temi deliziano e tormentano le anime belle, gentili, colte e preparate. Ed è indubbio che nel loro cerchio si chiudano una visione dell’essere ed una versione del fare completi attenti a porsi in modo responsabile e costruttivo sui rifiuti e sui trasporti; sull’anima, la sessualità ed i rapporti interpersonali; infine sulle politiche estere ed economiche.

Clima non è il sostantivo, ma l’abbreviazione di climatico,

a sua volta sincope di politica climatica che compenetra in sé l’ancor più grande termine di politica economica climatica. La produzione, la distribuzione, il consumo sono infatti cose scontate e trascurabili che vanno e si sviluppano da sé, con tutte le ingiustizie che contengono, in fondo inevitabili conseguenze dello spirito dell’uomo. Quello che conta è in realtà l’ambiente, e la sua sofferenza di fronte alle sciagurate iniziative produttive umane che si ripercuote sulla salute e sicurezza della specie di donne e uomini che non hanno più la fortuna di vivere naturalmente, come un tempo, ridotti a pochi milioni invece dei miliardi, lungo una vita da 4 o 5 decenni invece dei quasi cent’anni.

Il Clima è però tutt’altra cosa, è un salto quantico di

prospettiva, visione e determinazione. L’ambiente può essere maltrattato, diossinato, cancerato, percolato, terrafuocato, offeso, umiliato; ma sotto il pubblico ludibrio comunque vive e sopravvive. Il Clima è tutt’altra cosa. E’ il vaso di Pandora aperto. E’ l’osso del collo rotto. E’ la goccia che fa traboccare il vaso. E’ la misura colma della Natura che si rompe, si distrugge, si deossigena, si riscalda, si raffredda, si congela, si infuoca e diventa glaciazione, estinzione, la grande Apocalisse.

Quest’anno, la neve, il vento e la pioggia imperversano sul Mezzogiorno e sulla Capitale, poco avvezzi al maltempo, insinuando il sospetto da Nostradamus che veramente incombi anche sul BelPaese un anno Mille da fine del mondo.

Anche il Quirinale ammonisce di non sottovalutare

il Clima che, come nei migliori film americani del dayafter e dell’horror in salsa ambientale, ha dalla sua esperti buoni, volenterosi e capaci, dal ciuffo sbarazzino che garantiscono che, a continuare a produrre così, a mangiare così, a creare rifiuti così, a inquinare così, prima moriranno le viole ed i delfini, poi i gigli ed i pand; poi tutti i pinguini e le foche scenderanno a valle, le balene si spiaggeranno, si moltiplicheranno i buchi d’ozono, dove l’inquinamento elettromagnetico si farà finalmente visibile forse palpabile; ed il cielo senza filtro diventerà di fuoco per la forza del sole che prosciugherà le acque, prima fluviali, poi marine, riducendo a statue di sale tutti gli esseri viventi.

La nostra suprema mummia imbalsamata, fatta di sale,  ha avuto l’impeto di ripercorrere tutte le trombe con cui Dio punirà gli uomini così disattenti su raccolta differenziata, sex toy femminili, pista ciclabile, trans, immigrati ed ovviamente il Clima. Tornando agli anni della sua giovinezza ed a martirii familiari che l’hanno reso culturalmente e politicamente spendibile ed eleggibile fino alla suprema carica, il candido capo di sale, circondato dai corazzieri, ha richiamato il Club di Roma del ’60 che già aveva previsto un’ecatombe dopo quarant’anni per aria irrespirabile. Poi ha ripercorso l’allarme nucleare e la minaccia di scorie radioattive e bombe dei dott. Stranamore. Ha riepilogato i warning degli anni ‘80 e ’90, di avanzata dei ghiacci e loro ritiro, di innalzamento delle acque e loro svaporo, rimarcando come la Terra fosse inspiegabilmente sopravvissuta a svariate decine di sicuri vaticini di selfdestruction.

Ha precisato che stavolta la fine è vicina con il Clima

che sta  su in alto nello spazio tra Bruxelles ed Aquisgrana; e tiene in una mano lo tsunami d’Asia e nell’altra quello d’America e provoca  i rami rotti e le buche di Roma, i venti ed i geli pur nella nativa Sicilia, senza tralasciare le sciagure naturali che più affligono, i moti salvini e la stagnazione di maio. Edotto il popolo con i suggerimenti ricevuti dal coro degli ambasciatori, la mummia imbiancata si è ritirata in quell’alveo salino che lo preserva, proprio quello minacciato dal Clima per sterminare il resto dell’umanità

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Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli '80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell'Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore Agenda news UilCom Capitale. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016. E' in corso di uscita Renzaurazione.