“Somministrare medicine diverse a pazienti diversi”.

Lo diceva Ippocrate, circa 2.500 anni fa. Nel corso del tempo, determinati concetti, sono stati messi da parte volontariamente per far spazio all’eterno malato immaginario, sempre pronto ad assumere qualsiasi tipo di farmaco.

Ad oggi, la ricerca ha dimostrato che ogni paziente è diverso dall’altro: l’approccio integrato tra terapia medica e chirurgica, abbinato a formulazioni mirate di micronutrienti, può contribuire a un più rapido e completo recupero dello stato di salute del paziente. A parlare di ‘cura dopo la cura’ sono gli esperti del Gemelli Health System (Ghs), una società controllata al 100% dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, orientata alla messa a punto di formulazioni per pazienti particolari o con malattie rare, in grado di colmare le lacune nell’offerta di micro e macronutrienti ad hoc.

“Abbiamo tradotto la nostra esperienza clinica e di ricerca in una linea che offre opportunità importanti ai malati, non solo a quelli del Gemelli – ha dichiarato Enzo Lucherini, direttore generale di Gemelli Halth System. – Così abbiamo studiato una serie di alimenti a fini speciali per patologie rare o inconsuete”. Obiettivo, integrare l’opera del medico curante, offrendogli una nuova risorsa.

Un esempio pratico di medicina traslazionale, forte dei risultati del protocollo Nutricatt applicato al programma europeo Eras, che ha l’obiettivo di migliorare l’outcome clinico dei pazienti grazie proprio a una nutrizione personalizzata. “Si tratta di miscele che possono essere utilizzate in preparazione di interventi, o per favorire il recupero, o ancora per completare il ciclo di cure”, aggiunge Lucherini.

Studi e ricerche che hanno portato risultati concreti. E’ pronta infatti al lancio sul mercato questa nuova linea di alimenti a fini medici speciali (Afsm) studiati su misura per pazienti con malattie rare o insolite come Sindrome di Praeder-Willi, obesità sindromica, rasopatie, Mici, sarcopenia cardiochirurgica. Questi prodotti vengono sviluppati seguendo le indicazioni dei medici e dei nutrizionisti, con l’obiettivo di colmare un vuoto e offrire ai pazienti il mix di micro e macronutrienti più adatto.”

Alcuni studi hanno mostrato che un’alimentazione mirata comporta anche una riduzione dei giorni di degenza”, conclude Lucherini. Oltre, ad un approccio “diverso” di somministrare cure, deve essere sottolineato (ed alcuni medici cominciano a farlo) l’aspetto olistico. L’olismo in medicina rappresenta uno stato di salute “globale”, l’unione di mente, corpo, ambiente e società. La ricerca della salute è orientata alla persona e non alla malattia, alla causa e non al sintomo, al sistema e non all’organo, al riequilibrio invece che alla cura, stimolando il naturale processo di autoguarigione del corpo.

Vi è una importante dimensione di prevenzione e un’altrettanto importante componente di conservazione e miglioramento dello stato di salute. Spesso, la medicina tradizionale, pur esportando la componente fisica della malattia, trascura la componente “metafisica” del disagio. Tra le medicine olistiche tradizionali, quelle più antiche e affascinanti, rientrano sicuramente la medicina ayurvedica, la medicina tradizionale cinese e la medicina tibetana.

Qui la visione dell’energia è fondamentale, così come di rilevante importanza è l’aspetto spirituale, che sfocia nella meditazione, più o meno specializzata. Meno conosciute sono la medicina dei kahuna delle Hawaii e la medicina dei Maya. Rientrano tra le medicine olistiche molte delle cosiddette “terapie naturali”. L’aromaterapia si distingue per l’utilizzo di sostanze, i cosiddetti olii essenziali, dotati di principi attivi scientificamente comprovati dal punto di vista biochimico.

L’utilizzo della vibrazione energetica è un fattore molto presente tra le medicine olistiche: cristalloterapia, cromoterapia, Reiki e anche Fiori di Bach. La rimozione di blocchi energetici, spesso emozionali, consente un ritorno al normale stato di benessere, all’equilibrio psicofisico naturale della singola persona.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.