The head of the International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC) Francesco Rocca (L), speaks during a press conference in Caracas, on March 29, 2019. - The Red Cross announced Friday it would begin distributing humanitarian aid in crisis-torn Venezuela in two weeks' time. (Photo by Federico Parra / AFP)

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il 28 marzo, il 94% della popolazione vive in condizioni di povertà e almeno 7.000.000 persone avrebbero bisogno di ricevere dei soccorsi umanitari e circa 4.000.000 di venezuelani si troverebbero in Stato di malnutrizione.

Secondo il rapporto, la politicizzazione dell’assistenza umanitaria nel contesto della crisi rende più difficile la consegna degli aiuti in concordanza con i princìpi di neutralità, imparzialità e indipendenza.

Lo studio conclude esortando gli attori politici a non strumentalizzare politicamente i soccorsi umanitari. Il documento è stato scritto con l’obiettivo di sensibilizzare entrambe le parti e, successivamente, è stato consegnato a Juan Guaidò e Nicolas Maduro come una specie di petizione alle parti perché cessino nella strumentalizzazione della sofferenza di un Popolo che ha urgente bisogno di cibo e medicine.

In altre parole, le Nazioni Unite avrebbero criticato sia il provvedimento preso da Maduro nel bloccare l’entrata degli aiuti umanitari arrivando persino a distruggerli, sia il tentativo di Guaidò di cercare di strumentalizzare l’entrata dei soccorsi umanitari.

Il tentativo delle Nazioni Unite, in questo caso, è stato quello di depotenziare la carica politica dall’emergenza umanitaria in corso perché gli attori e le istituzioni competenti si disponessero a collaborare per agevolare l’entrata dei soccorsi umanitari sul territorio venezuelano.

Un segnale positivo sembra essere arrivato proprio ieri, quando il Presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa, Francesco Rocca, ha ratificato la collaborazione dell’Organizzazione nell’entrata dei soccorsi umanitari nel Paese, la quale, a suo avviso, verrà fatta senza l’aiuto di nessun presidente. Per evitare delle persecuzioni nei suoi confronti, il Presidente della Croce Rossa non ha offerto i dettagli delle riunioni sostenute né del loro contenuto.

Rocca ha affermato che la Croce Rossa conta con oltre 1.500 volontari e quindi può distribuire in autonomia gli aiuti umanitari che sono situati nelle frontiere della Colombia e del Brasile senza che alcun terzo interferisca nell’assistenza che verrà data agli strati più bisognosi della popolazione.

Si stima che entro 20 giorni la Croce Rossa sia già pronta per soccorrere 650.000 persone e lavorare insieme alla Croce Rossa venezuelana per consegnare gli aiuti laddove ci sono le emergenze più gravi.

Alcuni dettagli da sottolineare sono il fatto che gli aiuti umanitari non saranno in grado di offrire una soluzione in sé alla crisi pluridimensionale che colpisce il Paese e che nemmeno Maduro sembra essere più in grado di nascondere. Il solo fatto di permettere l’entrata degli aiuti è un’ammissione implicita dell’emergenza umanitaria che supera le stesse fazioni politiche in gioco.