Come più volte annunciato, il 2019 sarà purtroppo ‘l’anno del 5G’, con almeno 30 dispositivi mobili, soprattutto smartphone, che dovrebbero essere lanciati sul mercato. Lo afferma dal Ces di Las Vegas l’azienda Qualcomm, che si è aggiudicata quasi tutti i contratti per i chip che verranno utilizzati quest’anno. La previsione, ha spiegato il vicepresidente Pete Lancia, aggiorna quella di 20 lanciata dalla stessa azienda qualche mese fa. Tutti gli operatori attivi negli Usa hanno annunciato per quest’anno l’avvio di progetti sul 5G, e sono diverse le case che hanno ‘promesso’ qualche modello, da Samsung a Motorola a OnePlus, anche se probabilmente bisognerà aspettare fino al Mobile World Congress di Barcellona del prossimo febbraio per vederne qualche presentazione. Modem 5G sono stati annunciati anche per alcune auto e per dispositivi da usare in casa. Anche in Italia “l’onda anomala” andrà a bombardare le nostre città esponendoci a radiazioni. Ma quali sono i rischi effettivi del 5G? A novembre il più grande studio, mai fatto prima ha confermato (per chi ancora avesse qualche dubbio) il rapporto tra telefonini, wi-fi, antenne di telefonia e tumori. “Riteniamo che il legame tra radiazione a radiofrequenza (RF) e tumori nei ratti maschi sia reale”, disse John Bucher, ex direttore associato del National Toxicology Program (NTP) statunitense. Il progetto di Bucher, il più grande nella storia dell’NTP, è costato 30 milioni di dollari e ha richiesto più di dieci anni per essere completato. L’NTP ha trovato quelle che definisce “prove evidenti”,cioè che due diversi tipi di segnali di telefoni cellulari, GSM e CDMA, hanno aumentato l’incidenza di tumori maligni nel cuore di ratti maschi nel corso dello studio durato 2 anni. Sono stati osservati anche maggiori incidenze di tumori cerebrali e surrenali, ma queste associazioni sono state giudicate un po’ più deboli. “L’NTP ha ora dimostrato ciò che nessuno credeva fosse possibile prima dell’inizio del progetto”, ha detto Ron Melnick a Microwave News. “L’ipotesi è sempre stata che le radiazioni RF non potevano causare il cancro”, ha detto, “Ora sappiamo che era sbagliato.”Melnick ha guidato la squadra che ha progettato gli studi sugli animali. Melnick si è ritirato all’inizio del 2009 dopo quasi 30 anni come scienziato dello staff presso l’NTP. Ad un attento esame, i risultati dell’NTP sono notevolmente coerenti sia con un altro recente esperimento sugli animali sia con l’attuale corpus di studi epidemiologici sugli utenti di telefoni cellulari. I tumori nei cuori dei ratti sono cresciuti nelle cellule di Schwann e sono noti come schwannomi. Le cellule di Schwann formano la guaina mielinica, che isola le fibre nervose e aiuta a velocizzare la conduzione degli impulsi elettrici. Sono una componente chiave del sistema nervoso periferico e possono essere trovati nella maggior parte degli organi del corpo: topi, ratti e umani. Gli Schwannomi sono molto rari e nessuno è stato visto nei ratti di controllo non esposti. Eppure, questi stessi tumori maligni del cuore sono stati trovati anche in un altro grande studio sui ratti pubblicato all’inizio di quest’anno. Quest’ultimo studio è stato condotto presso l’Istituto Ramazzini di Bologna, in Italia.I tumori del nervo acustico, che collega l’orecchio interno al cervello, sono chiamati neuromi acustici. Anch’essi crescono nelle cellule di Schwann e sono noti come schwannomi vestibolari. Tassi più elevati di neuroma acustico sono stati trovati in studi epidemiologici di utenti di telefoni cellulari a lungo termine. Uno studio, che non lascia nessuna ombra di dubbio. Ci spingiamo oltre, nel pensare che l’aumento indescrivibile di tumori, possa essere collegato all’esposizione di onde elettromagnetiche. In Italia, secondo il censimento ufficiale dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia’, nel 2018 sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. Di fronte a questo scenario, sta per arrivare il 5G, il nuovo sistema permetterà connessioni di maggiore velocità e molte altre funzioni. La velocità di partenza del 5G è 1 gigabit al secondo. Ma il danno sugli esseri viventi sarà disastroso. Ad ottobre, il Prof. Martin L. Pall, Professore emerito di Biochimica e di Scienze Mediche di Base della Washington State University, ha inviato alle istituzioni europee e statunitensi una revisione di studi che dimostrano la pericolosità della tecnologia 5G. Stessa storia per i 170 scienziati indipendenti, che “invitarono” le istituzioni dell’Unione Europea a bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute per i cittadini europei. Infine, anche il numero di Dicembre 2018 dell’accreditata rivista medica Health Physics della Health Physics Society (dagli anni ’50 fa ricerca su radiazioni, uomo e possibili applicazioni sanitarie). Titolo dello studio è “Derivazione sistematica dei limiti di sicurezza per l’esposizione a radiofrequenza 5G variabile in base al tempo basata su modelli analitici e dosi termiche”. “I dispositivi wireless a banda larga estremi che operano al di sopra dei 10 GHz possono trasmettere dati in raffiche da pochi millisecondi a secondi – è scritto nell’abstract dei ricercatori – anche se i valori di densità di potenza media per il tempo e l’area rimangono entro i limiti di sicurezza accettabili per l’esposizione continua, queste esplosioni possono portare a picchi di temperatura brevi nella pelle delle persone esposte. In questo documento, un nuovo approccio analitico al riscaldamento a impulsi viene sviluppato e applicato per valutare il rapporto di temperatura picco-medio in funzione della frazione di impulso”. La conclusione dello studio, lascia attoniti pensando al grave rischio a cui saremo tutti quanti esposti, irradiati ininterrottamente senza contromisure né precauzioni: “I risultati mostrano anche che il rapporto picco-medio di 1.000 tollerato sulle linee guida redatte dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non ionizzanti può portare a danni permanenti ai tessuti anche dopo esposizioni brevi, evidenziando l’importanza di rivedere le linee guida sull’esposizione esistenti”. La vita delle persone viene prima di tutto. Ma la galassia del business non ha scrupoli e non guarda in faccia a nessuno.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.