Ancora una volta sotto la lente smartphone e tablet. Rimanere senza, sta rimanendo sempre più difficile. Un vera e propria droga e come tutte le dipendenze provoca dei danni. Una donna su cinque e un uomo su otto perdono ore di sonno a causa dello smartphone.

Lo afferma una ricerca condotta dalla Queensland university of Technology australiana e pubblicata su Frontiers in Psychiatry, secondo cui più di una persona su dieci di entrambi i sessi ritiene che il dispositivo abbia diminuito la propria produttività.

I ricercatori hanno sottoposto a questionari 709 persone tra 18 e 83 anni, con domande sull’utilizzo e sulle sensazioni associate allo smartphone. Dallo studio è emerso che il 24% delle donne e il 14% degli uomini può essere considerato un ‘utilizzatore problematico’. Il 14% delle donne e l’8% degli uomini cerca inoltre di nascondere il tempo passato al telefono.

Circa l’8% del campione di entrambi i sessi ha affermato di avere qualche dolore o fastidio fisico dovuto allo smartphone. “Questo studio suggerisce che gli smartphone stanno sempre più influenzando negativamente le funzionalità di tutti i giorni – concludono gli autori – a causa della mancanza di sonno e dell’abbandono delle responsabilità”.

Un altro studio di qualche mese fa, condotto da Strive Insight per conto di Philips non lascia dubbi al triste fenomeno: crescono gli italiani che lamentano disturbi del sonno o riposo difficile e tra le cause si fa sempre più pesante l’incidenza della digitalizzazione, ossia l’uso intenso di smartphone e computer.

Basata su interviste a un campione di 1.027 connazionali, composto per il 50% da uomini di età compresa tra i 35 e i 60 anni e per l’altra metà da donne di età compresa tra i 35 e i 70 anni, la ricerca svela che il nostro rapporto con la tecnologia è sempre più “invasivo”: in media, utilizziamo dispositivi digitali per 7 ore al giorno durante la settimana lavorativa e quasi 6 ore nei weekend.

E non solo in ufficio: come rivela il 73% degli intervistati, si finisce per stare attaccati a chat e Whatsapp anche nelle ore antecedenti il riposo notturno. E così, la dipendenza da smartphone e tablet comprime i rituali pre-sonno e va a impattare sulla qualità del nostro dormire. In particolare, dice la ricerca, i passatempi più diffusi sono i social network e le chat, seguiti dalla lettura delle email.

E nonostante gli italiani riconoscano l’importanza del riposo notturno, le cattive abitudini legate all’utilizzo dei dispositivi tecnologici trovano strada pressoché libera: il 52% degli intervistati tiene regolarmente il proprio smartphone sul comodino e il 40% lascia il telefono sempre acceso, anche durante la notte.

E’ evidente che queste e altre abitudini possono favorire l’insorgere di disturbi del sonno: solo il 6% degli intervistati dichiara di non svegliarsi mai durante la notte, la maggior parte degli intervistati non ha un sonno continuo e lamenta frequenti risvegli. Il 18%, inoltre, afferma che gli è capitato di essere svegliato da trilli e suoni del device, mentre un italiano su quattro confessa di controllare il proprio smartphone durante i risvegli notturni.

Tra i disturbi del sonno più diffusi, il sonno irrequieto con risvegli frequenti (31% degli italiani) e le apnee notturne (due intervistati su tre di quel 31%); un altro 24%, invece, dichiara di avere difficoltà ad addormentarsi e un 15% di soffrire di insonnia. I sintomi più dichiarati legati ai disturbi del sonno sono stanchezza durante il giorno (il 55%), stanchezza al risveglio (il 48%), occhi stanchi al risveglio (il 35%), difficoltà di concentrazione (il 28%) e irritabilità (il 27%).

Meno di un terzo del campione (il 28%) che ha dichiarato di soffrire di disturbi del sonno si è rivolto ad un medico per avere un consulto. I consigli più diffusi tra coloro che hanno interpellato un camice bianco sono: alimentazione serale leggera (il 40%), attività fisica durante il giorno (39%) e la riduzione dell’utilizzo di dispositivi tecnologici prima di addormentarsi (il 37%).

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.