In questo inizio semestre abbiamo voluto fare un po’ di calcoli, o meglio abbiamo monitorato i livelli che determinano la fiducia degli italiani nei confronti del Governo. I dati sono rivolti prevalentemente ai partiti di maggioranza, infatti la Lega è sempre il primo partito con un consenso tra il 31 e il 32%, subito dopo il M5S è staccato di circa 6 punti: il consenso dei pentastellati si piazza tra il 24,9% di Tecne’ e il 26,3% di SWG. Anche il Partito Democratico ha una forbice di oscillazione piuttosto ampia: se SWG stima i democratici al 17,3%, per EMG sono addirittura di poco sopra il 19. Forza Italia per SWG ed EMG è all’8,3%, ma sopra il 10% per Tecne’. Infine, Fratelli d’Italia si muove intorno al 4%, cifra che peraltro costituisce la soglia di sbarramento in vigore per le elezioni europee, previste per fine maggio.

È il quadro della prima Supermedia dell’anno, un po’ anomala, dal momento che per ora solo tre istituti hanno pubblicato le loro prime stime del 2019: SWG (per il TG La7), Tecne’ (per la trasmissione Quarta Repubblica) ed EMG (per Agorà ). Cosa è cambiato rispetto a prima di Natale? Nonostante delle differenze più o meno marcate nelle cifre finali, dovute alla differente metodologia adottata, i tre istituti concordano che Lega e M5S hanno perso terreno, il PD è cresciuto leggermente mentre FI e FdI sono sostanzialmente stabili. Certo, la Lega ha conservato il primato ma ha perso fino a un punto in tre settimane. Il M5S ha ceduto invece pochi decimali secondo SWG e Tecne’, ma quasi due punti (-1,8%) per EMG. Quest’ultimo è l’istituto che rileva la variazione più netta (ma stavolta in positivo) anche per il PD, che avrebbe guadagnato più di un punto, mentre per gli altri due istituti il guadagno dei democratici sarebbe più contenuto (intorno al mezzo punto o poco più).

Qualunque cosa abbia influito sugli orientamenti di voto degli italiani nelle ultime settimane, quindi, è andata a danneggiare lievemente i partiti di governo e a beneficiare – altrettanto lievemente – il principale partito di opposizione. Causa di questi movimenti, probailmente, la legge di Bilancio, approvata in extremis poco prima di Capodanno per evitare l’esercizio provvisorio, a costo di un sostanziale azzeramento del dibattito parlamentare. Secondo il sondaggio EMG solo il 24% degli intervistati pensa che la legge di Bilancio 2019 aiuterà la ripresa economica del Paese, contro un 55% di risposte negative. Degno di nota è il fatto che le opinioni siano contrastanti anche tra gli elettori dei due partiti di governo, dove ottimisti e pessimisti si equivalgono (mentre, poco sorprendentemente, i pessimisti sono nettamente prevalenti tra gli elettori del PD).

Sui contenuti della manovra, in effetti, i giudizi non sono certo entusiastici. Come mostrato dal sondaggio Ipsos presentato da Nando Pagnoncelli nel corso della trasmissione ‘Di Martedì’, sulle due misure simbolo di Lega e M5S – reddito di cittadinanza e quota 100 – prevale l’insoddisfazione (rispettivamente 40% e 38% di soddisfatti contro 56 e 45% di insoddisfatti). In previsione di un possibile aumento della pressione fiscale allo scopo di finanziare queste due misure, gli italiani si spaccano esattamente a metà: il 43% ritiene che ne valga la pena, mentre il 44% pensa il contrario (in tutti questi casi, la somma non fa 100 perché il resto degli intervistati risponde “non so”). Nei giorni che seguono, il governo ha dovuto misurarsi con nuove questioni scorbutiche, a cominciare dai migranti. La soluzione di distribuire le 49 persone salvate da Sea Watch e Sea Eye in diversi Paesi europei, è quella che incontra il maggior favore secondo il sondaggio dell’istituto Noto diffuso durante la trasmissione Cartabianca. La linea dura di Salvini è condivisa solo dal 26% degli intervistati mentre il partito dell’accoglienza è risultato nettamente maggioritario.

Tema collegato, la legge sulla sicurezza che interviene sullo status dei richiedenti asilo e sul sistema degli Sprar contestata da alcuni sindaci e da varie Regioni che annunciano ricorsi alla Consulta. Ad una generica domanda su chi abbia ragione tra Salvini e i sindaci, gli intervistati sono il 43% per il ministro, il 38% per i sindaci. Lo stesso sondaggio, però (SWG), rivela che meno di 4 italiani su 10 ha seguito la vicenda “con attenzione” mentre una buona metà lo ha fatto ma solo “vagamente”. Se si pone l’accento sulla mancata applicazione della legge, come ha fatto Tecne’, le cose cambiano: in questo caso il 55% si dichiara d’accordo con Salvini, un ulteriore 8% dice di non condividere la legge ma che questa va comunque rispettata, e solo il 26% la contesta al punto da preferire che non venga applicata. Quanto al salvataggio di Banca Carige, secondo EMG meno di un terzo (32%) ritiene che sia giusto che lo Stato salvi le banche, e la percentuale crolla all’8% se si considerano solo gli elettori M5S. C’è poi il caso del sostegno di M5S ai Gilet Gialli annunciato da Di Maio sul blog. Per EMG solo il 37% pensa che Di Maio abbia fatto bene, contro il 46% in disaccordo. Anche tra gli elettori di Lega e M5S una quota consistente (20-25%) non approva l’uscita del vicepremier pentastellato. Infine, è ancora Salvini il membro dell’esecutivo ritenuto più influente: ma la percentuale di italiani che la pensa così è calata di ben 12 punti in un mese (da 66 a 54) mentre è  cresciuta la quota di chi vede in Conte il premier “de iure ma anche de facto” (dal 15 al 24 per cento).