A worker stands at the construction site of a tunnel for the high-speed train line TAV (Treno Alta Velocita) between Lyon and Turin, in Saint-Martin-la-Porte, southeastern France, on November 29, 2018. - The Lyon-Turin project would involve construction of a 57.5 kilometre (35.7 miles) tunnel between Maurienne valley and Susa valley, to cut travel time between the two cities to two hours from current four hours. The total cost of the tunnel is estimated at 8.6 billion euros (USD 9.7 billion), 40 percent financed by the EU, 35 percent by Italy and 25 percent by France. Supporters see the train project as a potential source of growth for the region and northern Italy. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)

Una delegazione di rappresentanti delle associazioni di categoria e delle parti sociali torinesi hanno incontrato i vertici di governo, (il Premier Conte, il vicepremier Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli), per uno scambio di vedute sul quadro economico e sociale del territorio ponendo la maggiore attenzione al progetto TAV. L’incontro si è tenuto a Palazzo Chigi dove ha assistito ai lavori anche il viceministro Laura Castelli, la quale ha ricordato che esiste un’atto di analisi tecnica costi-benefici e che al termine di questa istruttoria si tireranno le somme.

La discussione pone molti quesiti, da parte dei rappresentanti delle associazioni, sulle reali efficienze di questo progetto. Per il governo, invece, reputano le grandi opere rispondenti alle esigenze dei territori e del Paese rispettando i parametri di sicurezza e ambiente. Questi parametri sono regolamentati dal gruppo di esperti del Ministero che sta svolgendo l’analisi costi-benefici che, a sua volta, sarà integrato con la nomina di un ulteriore esperto che partecipi allo svolgimento delle riunioni alla quale si rapporterà con un rappresentante NO TAV.

Dunque l’impegno del governo è quello di agire in tempi congrui e celeri, nella trasparenza e nell’ascolto caratterizzando l’azione anche in riferimento alle altre opere infrastrutturali nazionali. Questo governo, a questo punto, ha il compito di rilanciare l’economia e il tessuto produttivo del Paese con investimenti e sostegno alle imprese; anche perché ogni ulteriore ritardo sulla TAV costerebbe circa 70 milioni al mese nonostante le centinaia di lavoratori impegnati nella realizzazione del progetto.