Ma cosa ci fanno mangiare? E perché distruggere il pianeta? Nuove analisi di Greenpeace rivelano la presenza di numerosi pesticidi e antibiotici nei corsi d’acqua superficiali che scorrono in aree ad elevata presenza di allevamenti intensivi. I campionamenti sono stati eseguiti in ventinove fiumi e canali irrigui di 10 Paesi europei e i risultati sono stati pubblicati giovedì nel nuovo rapporto dell’associazione ambientalista “Il costo nascosto della carne”. Gli antibiotici sono stati trovati in oltre due terzi dei campioni analizzati e questa presenza costante potrebbe contribuire alla diffusione di batteri resistenti agli antibiotici stessi. La metà dei campioni esaminati conteneva livelli di nitrati superiori alla soglia considerata sicura per gli organismi acquatici più vulnerabili, anche se le concentrazioni erano inferiori al limite Ue di 50 mg per litro oltre il quale i governi devono intervenire per proteggere fiumi, laghi e vita acquatica.

In tutti i campioni sono stati trovati residui di pesticidi: 104 in totale, di cui 28 ormai vietati in Ue.In Italia i campionamenti sono stati effettuati in Lombardia, regione dove si concentra oltre la metà della popolazione nazionale di suini. In particolare nel campione raccolto in provincia di Brescia sono stati trovati 11 diversi tipi di farmaci, 7 dei quali antibiotici: il numero più alto trovato in un singolo campione di tutta l’indagine. E’ doveroso ricordare, che oltre ad un discorso di natura etica e di rispetto per tutto ciò che è vita, sono molti ormai gli studi che confermano il danno all’organismo per chi mangia carne. Un team di studiosi statunitensi afferma di aver collegato la sensibilità ad un allergene nella carne rossa con l’accumulo di placche nelle arterie. I livelli elevati di grassi saturi nella carne rossa contribuiscono alle malattie cardiache, ma la nuova scoperta suggerisce qualcosa di totalmente nuovo: un particolare gruppo di persone potrebbe essere esposto ad un rischio maggiore per colpa di un allergene alimentare.

Lo studio, che è supportato dal National Heart, Lung and Blood Institute, parte dei National Institutes of Health, è pubblicato su ‘Ateriosclerosis, Thrombosis and Vascoular Biology’ (Atvb). Pochi mesi fa uno studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas, parla chiaro: se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni. Il maggior guadagno in termini di vite salvate, soprattutto per le minori malattie cardiovascolari ma anche per tumori e patologie legate all’obesità, verrebbe appunto dalla dieta vegana, seguita dalla vegetariana (7,4 milioni di morti risparmiate). Queste due permetterebbero anche i maggiori vantaggi in termini di riduzione delle emissioni, del 63% per la dieta vegetariana e del 70% per la vegana, mentre quella ‘moderatamente carnivora’ le ridurrebbe del 30%.

Infine, secondo la relazione annuale pubblicata sul portale del ministero della Salute, (questa settimana) aumentano i controlli per individuare, in alimenti e mangimi, la presenza di sostanze pericolose come batteri, funghi, metalli pesanti o farmaci. In un anno, in Europa le segnalazioni di anomalie sono cresciute del 28% e il sistema di controllo vede l’Italia al primo posto per numero di notifiche inviate alla Commissione europea. Il sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi in ambito europeo (RASFF) consente di notificare, in tempo reale, i rischi per la salute pubblica connessi ad alimenti e mangimi e di intervenire il prima possibile per eliminare i prodotti dal mercato. In particolare, nel 2017 sono state trasmesse 3.759 notifiche a fronte di 2.925 nel 2016 (+ 28%) e il 42% è costituito da respingimenti al confine.

L’Italia risulta essere il primo Paese membro per numero di segnalazioni inviate, con un totale di 548 notifiche, pari al 14,6%, “a conferma della particolare attenzione alle attività di controllo nel settore della sicurezza alimentare”, si legge sulla relazione. Tra i contaminanti microbiologici, un elevato numero di notifiche riguardano il riscontro della salmonella (781 contro le 455 e 507 segnalazioni dei due precedenti anni). Numerose sono risultate essere anche le segnalazioni per istamina, seguite da listeria monocytogenes e norovirus. I contaminanti chimici più frequentemente notificati sono invece le micotossine (583) e i residui di fitofarmaci (445), questi ultimi in aumento rispetto all’anno precedente e collegate alla problematica fipronil nelle uova. A seguirli, metalli pesanti, additivi e coloranti. Il Paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi è il Brasile, seguito dalla Turchia e dalla Cina. L’Italia è risultata il sesto Paese per numero di notifiche ricevute.

CONDIVIDI
Articolo precedenteDiabete autoimmune in aumento tra bambini europei. In fattori ambientali sotto i riflettori
Prossimo articoloCucchi. Il Qurinale è tranquillo. L’ufficiale Casarsa non sarà avvicendato per il caso.
mm
Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“. Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.