Quando si parla di assenteismo di solito il riferimento cade su i furbetti della classe impiegata nella pubblica amministrazione. Dei dirigenti o impiegati, tanto per essere più precisi, che si fanno timbrare il cartellino da altri colleghi mentre durante le ore di lavoro fanno tutt’altro, oppure non sono presenti sul proprio posto di lavoro, e quando vengono “beccati” partono, giustamente, le sanzioni disciplinari oltre al ripudio mediatico dell’opinione pubblica. Ma cosa accade se gli assenteisti sono i nostri governanti?

Il caso ha voluto che il deputato Edmondo Cirielli di FdI, il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, e il vicepremier M5S Luigi Di Maio eletti in Campania collezionano il minor numero di presenze in aula da inizio legislatura. Secondo l’osservatorio politico Openparlamento dell’associazione Openpolis, l’esponente del partito di Giorgia Meloni ha partecipato a 114 votazioni elettroniche alla Camera su un totale di 2135 con una percentuale del 5,34% di presenze. A seguire Angelo Tofalo (M5S) con un indice di presenza dell’11,34% e il ministro del Lavoro con 382 votazioni all’attivo per una percentuale di presenza del 17,89%. Se però le assenze di Cirielli, Tofalo e Di Maio sono giustificate da un numero elevato di missioni che fa scendere il loro tasso di assenza in aula rispettivamente allo 0,37, 1,22 e 5,71 per cento, c’e’ chi come l’ex sottosegretario e oggi deputato del PD, Umberto Del Basso De Caro, colleziona un tasso di assenze ingiustificate pari al 43,93%, conquistando il primo posto tra gli assenteisti eletti in Campania. Seguono Paolo Russo e Vincenzo Fasano, deputati di Forza Italia, con il 38,45% e il 32,65% di assenze.

Al Senato la più assenteista (22,07% di assenze) è Maria Domenica Castellone del Movimento 5 Stelle. A ottenere lo scettro dei parlamentari piu’ presenti in aula ci sono 4 senatori con il 100% di presenze a palazzo Madama durante le votazioni elettroniche. Si tratta di Silvana Giannuzzi, Sergio Puglia e Agostino Santillo del Movimento 5 Stelle e di Antonio Iannone di Fratelli d’Italia. A Montecitorio e’ record di presenze per i deputati campani Raffaele Bruno, Alessandro Amitrano, Marianna Iorio, Cosimo Adelizzi, Anna Bilotti e Nicola Grimaldi del Movimento 5 Stelle e per Luigi Casciello di Forza Italia. Tutti superano il 99% di presenze in aula durante le votazioni. Sono invece i senatori di Forza Italia i più ribelli del parlamento. Detiene il record indiscusso il senatore di Forza Italia ed ex presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, con ben 121 voti diversi da quelli espressi dal suo gruppo parlamentare. Seguono Sandra Lonardo, moglie del sindaco di Benevento ed ex Guardasigilli Clemente Mastella, e Domenico De Siano, entrambi senatori di Forza Italia, con 54 e 51 voti ribelli.

Nel M5S il più ribelle è il senatore salernitano Francesco Castiello, con 10 voti contrari a quelli espressi dal gruppo. Nel PD, detiene il primo posto la senatrice Valeria Valente con 38 voti contro corrente. È pur vero che questi “dirigenti politici”, per via dei vari incarichi assunti, hanno la scusante di non poter assolvere in pieno tutti gli impegni affidati… Ma allora, verrebbe da pensare, sarebbe più opportuno che le mansioni di Governo abbiano la priorità è magari gli altri incarichi siano delegati ad altre figure; in alternativa non si comprende dove inizia la coerenza e dove finisce l’ipocrisia.