Francia. Gilet Gialli

Riunione annullata.

Il 4 dicembre nella sede del governo francese, a palazzo Matignon, si sarebbe dovuto tenere l’incontro fra il premier Phillippe Edouard, il presidente Macron e un gruppo i rappresentanti moderati dei Gilet Gialli. Purtroppo, per motivi di sicurezza, la riunione è stata cancellata.
Il motivo risiede proprio nella struttura anarchica e violenta della protesta: alcuni degli stessi Gilet Gialli hanno minacciato di morte la propria rappresentante Jacline Mourand, una signora originaria della Bretagna (nord della Francia) divenuta il volto noto del movimento. Proprio in virtù di queste minacce, la signora Mourand ha deciso di rinunciare ad incontrare il governo per negoziare l’annullamento delle tariffe della benzina.

Escludendo la bizzarra ipotesi di colpo di Stato, qual è il profilo dei Gilet Gialli e cosa vogliono?

La Francia, una delle più ricche province dell’impero romano, anche in epoca antica non si lasciava scappare occasione di protestare. Infatti, fino ad oggi mantiene questa peculiarità fra gli Stati moderni.
I francesi, popolo che il mondo intero ha subito come carnefice e colonizzatore, oggi devastano le loro stesse città chiedendo libertà, ma libertà da cosa? Loro stessi sono quelli da cui mezza Africa vorrebbe liberarsi, ma questo i francesi sembrano non ricordarlo. Lamentano la globalizzazione e il caro prezzo delle risorse, risorse che però importano grazie alla globalizzazione e grazie a una moneta forte come l’euro. Risorse che non gli spettano di diritto e che ricavano dalle ex colonie e dalla Libia strappando all’Italia le concessioni petrolifere dell’ENI (che qualcuno ci ridia la memoria smarrita sugli avvenimenti della primavera araba in Libia).

Facciamo un passo indietro

Il 14 luglio 1789 viene simbolicamente ricordato come il giorno in cui nacque la Francia repubblicana, fu il giorno in cui la Bastiglia, presieduta da una manciata di veterani e una trentina di guardie svizzere, fu assalita da un migliaio di francesi inferociti contro il despotismo di Re Luigi XVI.
Oggi i numeri sono ben diversi. Infatti si conta un morto accertato e più 400 feriti, più di 2000 posti di blocco, quasi 5000 agenti fra polizia e gendarmeria in presidio fisso, si conta una mobilitazione maggiore di 287.000 persone in tutto il Paese. 160 persone arrestate e quasi 400 interrogate. Senza contare milioni di euro di danni inflitti alla gente comune, ai turisti che scappano, ai titolari di automobili, case, vetrine e beni danneggiati dalla furia incontrollabile dei Gilet Gialli.

Tutti contro l’Europa: fronte comune dai comunisti di Melenchon ai nazi-fascisti di Le Pen

Anche qui i francesi non sembrano ricordare che per l’universo anti-europeista sono proprio loro, i francesi, a manovrare le scelte politiche di Bruxelles. Poco ciò importa, anche Parigi sembrano prendersela con la Ue.
Da qui viene spontaneo porre un’altra questione che esula dalla questione francese:
dato che i Gilet Gialli si stanno scatenando anche in Belgio, dato che i nazionalisti tedeschi ce l’hanno con la Ue perché è troppo filo-mediterranea, dato che i mediterranei ce l’hanno con la Ue perché è troppo filo Franco-tedesca e dato che i francesi ce l’hanno con la Ue per… (quale sia il motivo non ci spetta saperlo!), viene da chiedersi se in generale, l’isteria anti-Ue abbia davvero un fondamento attinente alla realtà. Secondo i sovranisti di ogni Stato membro, la Ue viene manovrata da un terzo Stato, ma quale sia questo Stato che funga da Deus Ex Machina dietro la malvagia Unione non sembra saperlo nessuno.
Questo è il triste quanto esilarante frutto di anni di propaganda politica nazionale che esternava le proprie colpe al vicino. Peccato che i vicini sono solo 27 e gira e rigira le accuse tornano indietro: nessuno di loro sembra manovrare alcunché, anzi ognuno è convinto di essere manovrato da terzi.
Chissà se anche il magnate Soros fra poco lamenterà di essere manovrato da Bruxelles.

Yellow Vests Revolution Event Protest

Cosa stanno ottenendo?

Dinanzi a richieste particolarmente folli fra cui: l’eliminazione del fenomeno dei senza tetto, un salario minimo a 1300 euro (che aumenterebbe la disoccupazione) e massimi sia per pubblici che privati a 15000 euro (che farebbe emigrare il ceto benestante), vietare le delocalizzazioni delle aziende private, pensioni a 60 anni, parcheggi gratis nel centro (e forse anche biglietti a disneyland e un albero di ciliegio dorato per ogni nascituro),
la più sensata delle richieste, ovvero quella della
riduzione del costo della benzina, sembra essere stata ottenuta. Il governo francese ha infatti dichiarato sospesa la manovra che sarebbe entrata in vigore il primo gennaio prossimo.
1,49 al litro di benzina sembrava troppo per uno Stato che ha uno stipendio medio mensile di 2356 euro. Peccato per loro però, perché l’aumento le accise sui carburanti era inserito nel disegno di legge che prevedeva lo sgravio sostanziale delle tasse sul lavoro.

I francesi preferiscono passeggiare in macchina piuttosto che avere meno tasse sul lavoro. Come sappiamo tutti, de gustibus non est disputandum