Svolta nelle indagini riguardanti la morte di Gabriel Faroleto, il piccolo di due anni che sarebbe stato strangolato dalla madre perché piangeva troppo, a Piedimonte San Germano.

Nella serata del 19 aprile, a termine di un lungo interrogatorio le forze dell’ordine avrebbero fermato anche il padre del bambino, Nicola Faroleto, 48 anni. L’accusa sarebbe quella di concorso in omicidio.

Il racconto della madre e la confessione

Inizialmente, la madre sosteneva che il bambino fosse stato investito da un’auto pirata. Le risultanze delle indagini scaturite successivamente, anche nei pressi della zona in cui la madre riferiva di aver avuto un incidente col figlio, però non avrebbero trovato conferma con il racconto fornito ai militari: nessuna traccia dell’auto pirata o di segni dell’investimento sulla strada.

Poi la giovane è crollata e avrebbe confessato tutto ai carabinieri. “Volevo che smettesse di piangere” avrebbe detto.

Secondo quanto si è appreso, il 17 aprile scorso durante una passeggiata, il bambino avrebbe fatto i capricci perché desiderava andare dalla nonna. Per farlo smettere di piangere, la madre avrebbe compiuto il folle gesto.

Fermato anche il padre del piccolo

Dopo l’arresto della madre, le manette sarebbero scattate anche per il padre del piccolo Gabriel. Per gli inquirenti l’uomo sarebbe stato presente al momento dell’omicidio senza prenderne parte attivamente, ma il suo presunto coinvolgimento nella vicenda sarebbe ancora tutto da verificare.

Intanto si attendono i risultati dell’autopsia disposta sul corpicino del piccolo per chiarire definitivamente le cause del decesso.