Il figlio non smetteva di piangere, per questo la madre Donatella Di Bona, 28 anni, lo avrebbe strangolato. Così Gabriel Faroleto è morto a due anni e mezzo in località Volla, a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone.

La confessione sarebbe arrivata alla fine di un lungo interrogatorio che si è protratto dal pomeriggio di ieri (18 aprile) fino a tarda notte presso la stazione dei Carabinieri di Cassino. In mattinata, invece, l’interrogatorio di garanzia per la donna accusata di omicidio volontario.

Inizialmente, la madre sosteneva che il bambino fosse stato investito da un’auto pirata. Le risultanze delle indagini scaturite successivamente, anche nei pressi della zona in cui la madre riferiva di aver avuto un incidente col figlio, però non avrebbero trovato conferma con il racconto fornito ai militari: nessuna traccia dell’auto pirata o di segni dell’investimento sulla strada. Poi la giovane è crollata e avrebbe confessato tutto ai carabinieri. “Volevo che smettesse di piangere” avrebbe detto.

Secondo quanto si è appreso, il 17 aprile scorso durante una passeggiata, il bambino avrebbe fatto i capricci perché desiderava andare dalla nonna. Per farlo smettere di piangere, la madre avrebbe compiuto il folle gesto. Da qui l’allarme e l’intervento dei soccorritori ai quali la donna avrebbe raccontato la propria versione dei fatti, successivamente poi ritrattata.

Sulla salma del piccolo Gabriel, nella camera mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, la Procura ha disposto l’autopsia, mentre la madre è stata arrestata e si trova nella Sezione femminile del carcere di Rebibbia.

foto copertina: quotidiano “In Terris”