I Gilet Gialli sono arrivati fino alle porte dei Champs-Elysées. Le proteste si sono radicalizzate in uno scontro tra i circa 100.000 manifestanti e le forze dell’Ordine ma il governo del Presidente Macron va avanti con l’aumento della tassa sui carburanti.

Il cosiddetto Secondo Atto è andato avanti fino a paralizzare le strade di Parigi. Il divieto da parte del governo di protestare nei Champs-Elysèes è stato percepito come una sfida per i Gilet Gialli che si sono recati nel luogo sfidando i corpi anti-sommossa. Nello scontro sono stati arrestati almeno 130 manifestanti.

Le proteste iniziate sabato scorso tendono ad aumentare  in un paese che non vede di buon occhio il tentativo di aumentare la tassa sui carburanti. Nel frattempo, sono arrivate le reazioni da parte dello stesso Macron che ha elogiato l’operato delle forze dell’ordine criticando pesantemente i disordini provati dalla manifestazione. Allo stesso modo, il Primo Ministro Edouard Philippe ha ribadito l’illegalità di “bloccare le strade” come è accaduto ieri durante la manifestazione.

Dal governo Macron sono arrivate anche delle accuse contro Marine Le Pen, affermando l’infiltrazione di alcuni agitatori di estrema destra nella protesta organizzata dai Gilet Gialli.

Mentre il governo Macron cerca di screditare la natura delle proteste e mantenere in piedi l’aumento della tassa sul carburante, secondo l’istituto Ondoxa il 77% dei francesi ritiene “legittima” la manifestazione che aumentato il consenso dell’opinione pubblica di 3 punti percentuali rispetto a sabato scorso.

Dopo il Primo e Secondo Atto il Macron esce sfavorito nel braccio di ferro tra un governo contro le corde e i Gilet Gialli che hanno già convocato il Terzo Atto per sabato prossimo.