La scuola rappresenta da sempre un luogo in cui molti giovani vivono maggiormente la propria vita. Le amicizie, gli amori, i litigi sono valori che si esprimono all’interno della classe, diventando anche uno strumento di crescita e maturità. Per conoscere al meglio il pensiero dei ragazzi abbiamo deciso di ascoltare il pensiero di Francesco Li Vecchi, un ragazzo che abbiamo conosciuto nelle interviste precedenti e che ha accettato molto volentieri la nostra intervista:

Che cosa rappresenta per te la scuola?

Il concetto di scuola che ha la società è il seguente: luogo adibito a istruire ed educare. Beh cari miei, io sono nato nel 2000 e forse precedentemente la scuola rispettava questi sacrosanti princìpi, ma quello che ho trovato io è proprio tutto il contrario. Io ho trovato e tutt’ora noto, professori che non si fanno problemi a distruggere la tua autostima con l’utilizzo di termini volgari e violenza verbale quando tu sbagli o ti permetti di fare una domanda quando non hai capito. Un’istruzione falsata, dove si nascondono pagine dei libri di storia per evitare di fare capire determinati meccanismi della società, gente incompetente che non ha mai svolto il lavoro di insegnate in vita sua, ma che viene assunto solo per mancanza di personale.
La scuola è quel posto dove tu devi studiare  per 3 verifiche il giorno dopo, ma se chiedi al professore se ha corretto i temi ti risponde con “avevo di meglio da fare, ve li porterò tra 2 settimane”.
La scuola è un luogo dove giornalmente accadono ingiustizie. Dove tu in quanto alunno sei obbligato a dare il buongiorno se vedi passare un professore in corridoio, ma lui può anche non salutarti e tu non devi offenderti per questo.
A me la scuola fa ridere sinceramente e mi provoca anche un forte senso di ribrezzo. Cos’è la scuola per me?
Il carcere. Perché come il carcere dovrebbe educare e formare un soggetto, ma in entrambi casi c’è il fallimento.

L’istruzione è uno strumento importante per arricchire il proprio bagaglio culturale. Secondo te la scuola ha anche degli aspetti negativi?

La scuola non aumenta il proprio bagaglio culturale. La scuola offre le basi per poter costruire successivamente la propria cultura. Quella che definisco “vera cultura”, ovvero la vita. Perché non c’è insegnate migliore della vita stessa. È da essa che possiamo trarre dei reali insegnamenti. La scuola di positivo ha che trova posti di lavoro a gli insegnanti, ma per il resto direi che ha solo aspetti negativi. Almeno questa è la visione media di un ragazzo di 18 anni. Non credo che i miei pensieri si discostino più di tanto da un altro normalissimo ragazzo.

La scuola è il luogo dove viviamo parte della nostra vita. Sei d accordo con questa affermazione?

Mi trovo ad essere d’accordo perché facendoci un attimo i conti, passiamo all’incirca 20 anni sui libri. Ci bruciamo gli anni migliori della nostra vita in quel luogo. A me sinceramente reca abbastanza fastidio, perché a questa età bisognerebbe fare le proprie esperienze, uscire con gli amici, la ragazza ecc. Invece no, ti devi sentire in colpa se ti permetti il lusso di uscire di casa perché avresti potuto trascorrere quel tempo a studiare. Questa è la frase che mi viene inculcata nella mente da parte della scuola. È un continuo vivere male. Ma anche le stesse passioni che un ragazzo può avere, vengono limitate. Io difatti spesso mi trovo a dover privarmi di tanti piaceri per dedicare il mio tempo allo studio.

Molte volte si sente parlare di ragazzi raccomandati dai professori. Secondo te, in base alla tua esperienza, l’ affermazione citata prima appartiene alla realtà?

Non esiste cosa più vera! Raccomandazioni e preferenze soprattutto. Professoresse femministe che mettono in difficoltà i maschi solo perché quest’ultime hanno menti bigotte da femministe. Alunni con lievi deficit mentali che vengono portati avanti con facilitazioni imbarazzanti nei compiti in classe che fanno ribrezzo. E sti qua ne approfittano dei loro deficit, non hanno realmente dei problemi così evidenti, ma ovviamente li mandano avanti perché fa comodo. E a proposito di questo ci sono anche casi di ragazzi che vengono boicottati dalla scuola per farli fallire. E questo è il mio caso. Io quest’anno non so se verrò bocciato o promosso, però una serie di eventi che mi sono successi, mi hanno portato a pensare che la scuola stia tentando di sbarazzarsi di me. Forse perché sono un elemento scomodo, forse perché sto antipatico a priori. Non so bene quale sia la motivazione, ma sto notando queste stranezze fastidiose.
Faccio un esempio per spiegarmi meglio.
Una professoressa mi dice di studiare delle pagine che successivamente dovrò ripeterle.
Giunto il momento dell’interrogazione io ripeto ciò che ho studiato di quelle pagine, ma la professoressa mi fa delle domande ulteriori su un argomento totalmente diverso e di cui ne ero ignaro. Lei si incazza e mi dice che dovevo studiare anche quella parte. Ma io come facevo a sapere che dovevo studiare quell’altro argomento se non me lo aveva comunicato precedentemente? Ceh che schifo. E il bello che mi sente una seconda volta dove mi imparo anche quell’altro argomento, lo ripeto e lei aggiunge un altro argomento all’interrogazione. Da come sto raccontando la vicenda sembra finzione o una barzelletta, invece no, è la realtà. La realtà è che la scuola mi prende per il culo. Alla fine della fiera ho preso 2 insufficienze e sono stato umiliato di fronte alla classe. Mi sono dovuto sentir dire che sono inadeguato, che non metto il culo sulla sedia. Vedete le assurdità? Sono questo i professori. Gente che abusa del proprio potere. Gente che insulta, urla, umilia, si incazza per motivi stupidi. Io fatico anche a dire che i professori siano delle “persone”. I loro comportamenti mi ricordano gli atteggiamenti che hanno le bestie.

Molti sono i problemi che si presentano a scuola, come il bullismo? Ti è mai capitato di essere presente in queste situazioni? Secondo te come si può risolvere?

Io sono siciliano e quando a 15 anni mi sono trasferito in Veneto sono stato preso di mira perché ero “il terrone”, “il mafioso”. Ho avuto la colpa di nascere a Palermo evidentemente.
Io ho sofferto molto per questo. Era il primo anno distante da mio padre, e tutt’ora abita ancora a Palermo. Era il mio primo anno di liceo e non ricordo un solo episodio positivo in quella scuola.
Gente che mi insultava, sputava sulla felpa per pulirsi lo schermo del cellulare, spintoni dalla scale ecc. Io ovviamente non sono stato mica in silenzio. Io e mia madre siamo andati diverse volte dalla preside a denunciare il fatto. E ovviamente di fronte a noi la preside era tutta mortificata e scandalizzata, ma pensate veramente che abbia fatto qualcosa per smuovere la situazione?
Non ha mosso un dito! Se ne sono fregati altamente e sono stato anche bocciato  essendo che ero caduto in depressione, non avevo più voglia di frequentare abitualmente la scuola. Tutto ciò per dire che cosa? Non c’è una soluzione, mi spiace dirlo. Non esiste un rimedio se la società è la prima a sbattersene altamente. Sono sicuro che casi come miei la fuori c’è ne saranno a non finire.
E questo è uno dei tanti motivi per i quali la scuola fa schifo.

Ringraziamo Francesco per averci esposto il suo pensiero sulla scuola e l’istruzione. Le parole di Francesco ci fanno riflettere sulla realtà e sul vero volto che si nasconde dietro la parola “scuola”.