Sono in corso da questa mattina dei controlli da parte degli ispettori del Ministero della Salute e del Nas di Napoli nell’ospedale San Giovanni Bosco del capoluogo partenopeo dove, anche nelle scorse settimane, in alcuni reparti, tra cui la terapia intensiva, è stata accertata la presenza di formiche. Gli ispettori, tra i quali figura anche un ingegnere, e i carabinieri stanno effettuando verifiche e confronti sugli interventi eseguiti finora dalla direzione dell’Asl competente, la Napoli 1 Centro. Dopo gli interventi di bonifica, nei giorni scorsi il direttore generale Mario Forlenza ha istituito una commissione di indagine sul caso delle formiche in ospedale. Pochi giorni fa nell’ospedale partenopeo, una famiglia ha notato una formica sul volto di un loro parente ricoverato nel reparto di rianimazione. Subito furono avverti i militari della compagnia Stella e del Nas di Napoli che trovarono l’insetto vicino a una narice dell’uomo. Per un altro caso, che ha coinvolto la 70enne dello Sri Lanka, Thilakawathie Dissianayake, presa letteralmente d’assalto dalle formiche lo scorso 10 novembre, sempre nella stessa struttura ospedaliera (deceduta il 29 dicembre all’Ospedale del Mare, per complicanze legate al suo grave stato di salute, ndr), sono in corso indagini da parte della Procura di Napoli. Lo scorso 5 dicembre gli inquirenti, dopo approfonditi accertamenti, disposero la chiusura del punto ristoro e del bar del nosocomio napoletano. Due settimane dopo, il 19 dicembre, l’accettazione chirurgica del pronto soccorso del San Giovanni Bosco venne chiusa per oltre un’ora, dalle 12 alle 13, a causa delle formiche. Il primo caso di formiche in ospedale, a Napoli, risale al giugno del 2017, al San Paolo di Fuorigrotta, dove una donna napoletana allettata venne ‘attaccata’ mentre era in uno stato di incoscienza. La foto della paziente, come è accaduto anche per la 70enne dello Sri Lanka, fece il giro del web suscitando forte indignazione. Sull’accaduto intervenne il ministro della salute, Giulia Grillo dichiarando: “È incredibile che per la terza volta siano segnalate formiche nei locali e, cosa intollerabile, sui pazienti dell’ospedale S.Giovanni Bosco di Napoli. La persistenza del problema mi lascia sbalordita e senza parole. Chi sta sbagliando pagherà. Sarò presto a Napoli a verificare di persona una situazione diventata ormai insostenibile. Il problema non sono le formiche in sé, ma la trascuratezza che può portare a contaminazioni ben più gravi, laddove l’igiene dovrebbe essere la regola di base. I cittadini devono avere la certezza di essere tutelati nella maniera più opportuna in ogni ambiente del nostro Servizio sanitario nazionale! E, per essere chiara, è troppo facile scaricare sul personale la responsabilità di queste negligenze, un caso potrebbe essere una disattenzione, ma ora che sono tre, penso che il management debba fornire risposte chiare”.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“ e "Yoga Magazine". Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.