Il 20 marzo il voto su Salvini per quanto riguarda la Diciotti, il giorno dopo la votazione sempre nell’Aula di Palazzo Madama sulla mozione di sfiducia al ministro Toninelli.

È su questi due passaggi parlamentari che si capirà il livello di compattezza della maggioranza, nonostante la scarsa preoccupazione del voto da parte del vicepremier leghista. Piuttosto nel partito di via Bellerio si sottolinea la delicatezza della situazione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Non tutti nel M5S sarebbero compatti a votare a sostegno del ministro, ma dai vertici pentastellati si ribadisce che non c’è  alcun caso. La Lega mira a puntellare la posizione del proprio segretario ma un big non esclude del tutto che ci possano essere delle defezioni nella maggioranza sulla mozione preparata dal PD a Toninelli. Il tentativo in atto è quello di evitare polemiche e strumentalizzazioni.

Pesa ancora il dossier della Torino-Lione con la Francia che intende andare avanti e il governatore del Piemonte Chiamparino che ha rilanciato lo strumento del referendum. “Una provocazione” che non viene accolta dal partito di via Bellerio, “servirebbe – viene spiegato – una legge ad hoc e non è possibile vararla”.

Il tema verrà affrontato dopo le Europee, ma intanto si guarda al voto in Basilicata dove M5S alle elezioni del 4 marzo scorso ha ottenuto percentuali altissime. “Se dimezzassimo i consensi sarebbe un problema”, spiega un esponente M5S.

Più importante ancora l’asticella delle Europee.

È fissata al 20%. Sotto quella soglia “le cose si complicherebbero anche per il governo”, sottolinea il M5S. Al momento il confronto è sulle grandi opere. Mentre sulle opere pubbliche, Salvini la pensa in maniera diversa rispetto ai suoi alleati di governo: “c’è bisogno di andare avanti, non di tornare indietro” a poi concluso il vicepremier.

Nel mirino l’ala ortodossa dei pentastellati che, sottolinea un dirigente del Carroccio, è pronta a mettersi di traverso sullo sblocca cantieri. Soprattutto per la modifica del codice degli appalti.

Lo stesso Conte però sottolinea che il modello esistente: “Non funziona, in questi giorni stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli di un decreto legge che dovrebbe anticipare la più generale riforma. La settimana prossima verrà presentato il decreto sblocca-cantieri”. L’annuncio del ministro per il Sud Lezzi

Salvini, Di Maio e Conte

“C’è bisogno di fare presto e di fare bene: ci sono 300 cantieri fermi in Italia”, ha osservato Salvini. “Salvini dice che noi non vogliamo le opere? Non è vero – ha detto Di Maio – ma non voglio commentare, siamo alleati di governo ed entrambi vogliamo che il governo vada avanti. E andrà avanti. Quello che chiedo è basta attacchi gratuiti al M5S, pensiamo a lavorare per il Paese”. Categorico anche il premier Conte: “Lavoreremo a tutte le infrastrutture, non e’ vero che abbiamo bloccato lavori”.