I più grandi talenti pianistici del mondo si sono dati appuntamento a Mosca e San Pietroburgo dal 17 al 29 giugno 2019 per la sedicesima edizione del Concorso internazionale Čajkovskij. L’edizione del 2015 del Concorso, che si svolge ogni quattro anni, è stata seguita da più di 10 milioni di persone in 179 paesi del mondo.

Anche quest’anno, gli artisti potranno scegliere su quale piano suonare, all’interno di una rosa ristretta a quattro marchi. Tra di essi brilla – accanto a Steinway, Yamaha, e Kawai – il nome di un’eccellenza tutta italiana di cui andare fieri: Fazioli. E suonare su un Fazioli è ugualmente un’opzione per i partecipanti ai Concorsi Chopin di Varsavia, Honens di Calgary, Franz Liszt di Utrecht, Arthur Rubinstein di Tel Aviv. Nel maggio 2017, i tre finalisti del Concorso Rubinstein hanno scelto proprio un Fazioli. 

L’azienda Fazioli ha sede a Sacile, in provincia di Pordenone. Produce pianoforti a coda e da concerto dal 1981 ed è il frutto dell’ispirazione di Paolo Fazioli, ingegnere e pianista. Seguendo il doppio binario della passione per la musica e della competenza scientifica, l’ingegner Fazioli ha investito nella ricerca tecnologica, nell’abilità degli artigiani della regione, nella selezione dei materiali e nel rispetto per l’ambiente. Dal 2011, un impianto fotovoltaico installato sul tetto dello stabilimento consente un risparmio di circa una tonnellata di CO2 per pianoforte prodotto, pari al doppio del peso di ogni strumento. 

Ogni pianoforte (sei i modelli possibili, prezzi che oscillano tra i 90mila e i 160mila euro) è il risultato dell’assemblaggio a mano di ventiduemila componenti e dell’utilizzo di dodici tipi di legno, per meglio rappresentare l’intera gamma delle frequenze. Mogano per il fascione esterno; bosso e carpino per il ponticello; abete rosso della Val di Fiemme per la tavola armonica, il cuore pulsante dello strumento. Lo stesso legno che Stradivari utilizzava per le fasce, il manico e la tavola dei suoi preziosi violini.

La costruzione di un pianoforte Fazioli viene perfezionata dopo ottocento ore di lavoro, in un lasso di tempo medio di ventiquattro mesi. Non più di 140 pianoforti raggiungono ogni anno i mercati internazionali. La quasi totalità (95%) è venduta all’estero, e grandi artisti come Angela Hewitt, Herbie Hancock e Emmanuel Despax hanno affidato le loro interpretazioni ad un Fazioli.

Anche Tommaso Marino (14 anni) e Martina Carini (12 anni), allievi rispettivamente del M° Andrea Feroci (Liceo Musicale Farnesina di Roma) e della M° Cecilia Grillo (Campus delle Arti di Roma), hanno avuto l’onore di esibirsi su un pianoforte Fazioli il 19 gennaio. L’occasione è stata un concerto organizzato a Roma da Jean e Laura Sforza per sostenere e incentivare giovani artisti, in collaborazione con la M° Anna Maria Martinelli Cafaro (già docente di pianoforte presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma), il M° Giorgio Nascetti (docente di Lettura della partitura presso il Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila) e la M° Giuliana Soscia (docente, pianista e  compositrice).

Attraverso un programma composito – due preludi di Messiean, una Polacca di Chopin e Momento Musicale di Rachmaninov – Tommaso e Martina hanno conquistato il pubblico con sorprendenti virtuosismi e le sonorità vive, raffinate e memorabili offerte da un tre quarti di coda Fazioli (http://www.fazioli.com )