L’Europa League cambia colore, per una notte si tinge di blu(s). Un trionfo che dà a Sarri la giusta ricompensa dopo una stagione tormentata.

Le critiche di inizio stagione, mai messe a tacere nonostante gli ottimi risultati raggiunti, le voci di mercato incessanti degli ultimi giorni, la stampa inglese che lo ha sempre criticato e mai accettato.

Maurizio Sarri risponde mettendo in campo la sua filosofia di gioco e rifila quattro palloni al re dell’Europa League, Unai Emery.

Una partita che nel primo tempo resta  bloccata, anche a causa del fatto che le due squadre non hanno il ritmo partita, visto che la Premier League ormai è terminato da diciassette giorni.

Nella ripresa il Chelsea cambia volto e sblocca subito la gara con una girata di testa di Giroud su assist di Emerson Palmieri.

I blues sfruttano il momento favorevole e 10 minuti più tardi, con Pedro, si portano sul doppio vantaggio.

Ancora decisivo l’esterno spagnolo, in gol nella sesta finale della sua carriera, nell’unico trofeo mai vinto nella sua storia da calciatore.

L’Arsenal sembra sulle gambe e al 65°, Maitland-Niles, dopo aver perso la palla nel gol del 2-0, mette Giroud giù in area di rigore regalando il penalty alla squadra di Sarri.

Dal dischetto ci và Hazard che non sbaglia e fa 3-0.

L’Arsenal ha un sussulto d’orgoglio e trova al 69° il gol del 3-1 con un siluro da fuori area di Iwobi.

Non passano nemmeno tre minuti che il Chelsea richiude la gara ancora con Hazard, che saluta la squadra nel migliore dei modi possibili.

Serata storica per Maurizio Sarri che con l’Europa League mette in bacheca il suo primo trofeo nel suo primo anno con il Chelsea.

Decisive le prossime ore per capire se l’ex allenatore del Napoli andrá ad allenare la Juventus, o resterá ancora a Londra con Abramovic.