E niente, è quel periodo critico dell’anno in cui i diversamente magri vorrebbero nascondersi nelle pieghe della loro ciccia. In cui i tipi smilzi senza sforzo (maledetti) fanno senza scomporsi il cambio di stagione rientrando con disinvoltura nei loro striminziti short taglia no quella, di meno.

I sensi di colpa galleggiano nella mancata scarpetta dell’amatriciana. Metà porzione di gelato al nutellone viene eroicamente buttato nel cestino della spazzatura davanti al gelataio. Il caffé è consumato orribilmente amaro. Ma nonostante tutto questo, non si cala di un etto e – jattura su jattura –  immagini di corpi senza un filo di ciccia di troppo e famiglie felici con un Indice di Massa Corporea da manuale sono il tormentone quotidiano degli spot televisivi. Non c’è scampo per i diversamente magri: la depressione è assicurata.

Mettete via quelle benzodiazepine. Noi de ilFormat vi proponiamo una storia diversa: l’elogio della ciccia.

Partiamo dalla voluttuosità del Rinascimento di Tiziano, Rubens e Giorgione. Quella di uomini e donne belli in carne, un tripudio di forme morbide, generose e sensuali. Evviva. Secolo d’oro per i diversamente magri anche il Settecento dei nudi gioiosamente carnali di  donne che orgogliosamente mostrano le loro parti intime con libertina nonchalance.

Il Romanticismo inizialmente prova a mettere a dieta tutti (che orrore). Ma già nella seconda metà dell’Ottocento, Cézanne e Renoir correggono il tiro riproponendo floride fanciulle, Gauguin immortala formose indigene polinesiane e svettano su tutti (a mio modesto modo di vedere) gli scultorei nudi femminili taglia comoda di Tamara de Lempicka.

Tutto si complica nel Novecento. Secolo buio di due Guerre Mondiali. Proprio li’ comincia l’assalto alla cellulite e parte l’inquietudine anoressica. Guardate le tristissime e pallide creature di Modigliani, dai corpi lunghissimi e nevrotici. Le donne degli Espressionisti, scheletriche.Specchio dei tormenti bellici.

Quarant’anni buoni di mortificazione della carne. Bisogna arrivare al secondo dopoguerra per vedere esplodere, insieme al miracolo economico, la voglia di una ritrovata, rassicurante, carnale femminilità. Sono le donne di Botero, il massimo estimatore dell’universo sodo e bulimico di donne decisamente oversize. Ma voluttuose e seducenti.

E questa sera, il gelato, mangiatevelo tutto.