Le elezioni di metà mandato hanno lasciato l’amaro in bocca per i democratici ma allo stesso tempo uno scenario che mette in difficoltà la leadership di Donald Trump. Mentre i repubblicani hanno conservato il Senato, i Democratici hanno ottenuto la maggioranza alla Camera.

In una campagna che da una parte ha testimoniato il ritorno di Barack Obama come punta di lancia del Partito Democratico e dall’altra, un Donald Trump desideroso di concentrare sempre più attenzione attorno la propria immagine, si è dimostrato un vero e proprio braccio di ferro tra due poli opposti che ci lascia senza un vero e proprio vincitore.

Mentre i repubblicani hanno vinto al senato con il 51% delle preferenze in generale, il Partito Democratico ha ottenuto la maggioranza alla Camera con il 43% dei voti, mentre gli ‘altri partiti’ non hanno superato il 2% dimostrando – come sempre – la natura di un sistema nettamente bipartitico.

Dal risultato elettorale si configura uno stallo politico nel quale non potrà darsi nulla per scontato, tantomeno la rielezione di Donald Trump tra due anni. Per i democratici, l’aspetto positivo è quello di ottenere la maggioranza alla Camera dopo 8 anni,  questa situazione li rende capaci di influenzare la politica interna, controllare il bilancio e bloccare diversi provvedimenti dell’amministrazione Trump. Per i repubblicani, invece, l’aspetto vincente è stato quello di conservare la maggioranza al Senato e, di conseguenza, tutto ciò che riguarda la politica estera.

In sostanza, sia i repubblicani che i democratici hanno ottenuto una vittoria parziale che allo stesso tempo rischia d’intrappolarli nel più breve periodo:

Nel caso dei repubblicani, sebbene mantengono il controllo la politica estera di una potenza che si mantiene tutt’ora egemone della politica mondiale, trovarsi in minoranza nella Camera rende più difficile la realtà interna di una Nazione che, nella propria complessità, risente di diversi scenari d’instabilità che rischiano di mettere in discussione la leadership di Donald Trump.

Nel caso del partito democratico, si ottiene la maggioranza alla Camera dopo gli anni di vuoto politico caratterizzati dal post-Obama. I democratici attraversano una fase di transizione che vede protagonista una nuova generazione voltata ad affrontare una crescente questione sociale presente in diverse realtà del territorio americano. Gli ostacoli da affrontare saranno il Potere Giudiziario (appena ridisegnato da Trump) e la carenza di un Candidato che possa incarnare l’ideale democratico verso le Presidenziali.

Nel sistema presidenziale americano, le elezioni di metà mandato sono un passaggio verso le elezioni presidenziali. Di fatto, è già iniziata la campagna elettorale verso le prossime elezioni e, in questi due anni, a prevalere sarà il Polo che possa resistere a un gioco di forza che tenderà a diventare più duro nei prossimi messi.

In conclusione, le elezioni di metà mandato non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza verso le elezioni presidenziali dove conosceremo il vero vincitore di una corsa che è già iniziata…