Le prime proiezioni della Singular Logic per le elezioni greche assegnano a Nea Dimokratia il 39,8% dei voti e 158 seggi. Syriza prende il 31,6% (86 seggi). I socialisti di Kinal 8,3% (23); il Kke 5,3% (14); i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7% (10); Diem 25 il 3,4% (9). Secondo queste proiezioni – basate sul 10% di voti reali – i neonazisti di Alba Dorata non entrano in parlamento.

Alexis Tsipras ha ammesso la sconfitta elettorale e ha telefonato al vincitore delle politiche Kyriakos Mitsotakis per congratularsi. Lo ha reso noto l’ufficio del premier uscente.

“I cittadini hanno scelto. E noi rispettiamo il risultato, perché il cambio di governo è l’essenza della democrazia, non un paradosso. Ho fatto i complimenti a Mitsotakis e domani gli consegnerò l’ufficio del primo ministro”. Lo ha detto il premier greco uscente Alexis Tsipras incontrando i giornalisti. Tsipras ha detto che Syriza ha fatto “scelte difficili” per cambiare il paese, “pagando un alto prezzo”.

Gli ‘antagonisti’ di Exarchia, il quartiere ‘anarchico’ di Atene si presentano subito al prossimo governo: poco prima della chiusura dei seggi hanno fatto irruzione in un seggio e hanno rubato due urne con un certo numero di schede elettorali. Scontri sono scoppiati con la polizia, contro la quale un gruppo di giovani col volto coperto ha lanciato bottiglie molotov. Non si segnalano feriti o arresti.

Sono stati circa 10 milioni i greci chiamati alle urne per le elezioni politiche anticipate.  I seggi hanno aperto alle 7 locali (le 6 in Italia) e hanno chiuso alle 19 (le 18 in Italia). Attese per le 21 le prime proiezioni basate su dati reali che dovrebbero dare un’indicazione pressoché certa del risultato.

Il sistema elettorale greco è un ‘proporzionale rafforzato’: il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi, per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati.

Una parte di seggi vengono assegnati sulla base dei voti presi nelle varie regioni (il Paese è diviso in 56 circoscrizioni, che corrispondono grossomodo alle regioni, con le aree più popolose, come Atene e l’Attica, che sono a loro volta divise in sotto-circoscrizioni). Con il 40,5% dei voti si ha la certezza di avere la maggioranza assoluta. Ma è una soglia molto difficile da raggiungere: per cui, il raggiungimento dell’autonomia parlamentare è condizionato, per i partiti maggiori, dalla presenza o meno nel ‘Voulì’ (il nome del parlamento in greco) delle formazioni politiche minori, che devono superare la soglia di sbarramento del 3%. Meno ce ne sono, più bassa è la percentuale necessaria ad avere la maggioranza assoluta.