Quadro a luci e ombre per l’Italia sul raggiungimento dei target europei energetici. Sul fronte delle emissioni (l’Europa si e’ posta l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990) l’Italia non ha ancora raggiunto l’obiettivo.

Infatti dal 1990 al 2017 le emissioni di gas serra sono diminuite ‘solo’ del 15,92%. Lo segnala il dossier ‘Clima e ambiente 2020′. Nel nostro Paese, spiega il rapporto, le emissioni di gas serra sono costantemente aumentate dalla seconda meta’ degli anni ’90 fino al 2005.

Analogamente rispetto a quanto avvenuto nel resto dell’Unione, a seguito della crisi economica c’e’ stato un crollo nelle emissioni, seguito da una lieve risalita nel 2010. Successivamente il dato e’ sceso in maniera costante fino al 2014. Nel 2015 la nostra performance e’ leggermente peggiorata, e nel 2016 non avevamo ancora raggiunto il nostro livello piu’ basso di emissioni, registrato nel 2014.

Rispetto ai Paesi Ue membri del G7, siamo lo Stato che ha diminuito maggiormente il livello di emissioni a partire dal 2008. Siamo inoltre il Paese che ha diminuito maggiormente il livello di emissioni a partire dal 2008. Tuttavia, ne’ noi, ne’ la Francia, abbiamo raggiunto l’obiettivo che prevedeva una riduzione delle emissioni del 20%.

Per quanto riguarda le rinnovabili, l’obiettivo di Europa 2020 prevede che entro il 2020 la quota di energia prodotta da tali fonti sul consumo totale di energia arrivi al 20%. L’Unione e’ riuscita a raddoppiare la percentuale di energia rinnovabile rispetto al 2004 (8,53%) ma nel 2017 ancora non ha raggiunto l’obiettivo, essendosi fermata al 17,52%.

Anche l’Italia non raggiunge l’obiettivo, ma supera di quasi un punto percentuale la media Ue: 18,27% la percentuale nel 2017. Tra i paesi del Ue del G7 e’ l’Italia, in termini assoluti, la piu’ virtuosa, ed e’ l’unica ad aver raggiunto il proprio target.

C’e’ da ricordare tuttavia che per facilitare il percorso verso gli obiettivi di Europa 2020, i target generali sono stati tradotti da ogni Paese Ue in target nazionali. In Italia il ricorso alle energie rinnovabili e’ molto aumentato tra il 2011 e il 2012, raggiungendo l’obiettivo nazionale, pari a una quota del 17% gia’ nel 2014.

Sul fronte dell’efficienza energetica, l’obiettivo Ue e’ quello di aumentarla del 20% entro il 2020, il che significa, in termini assoluti, che il consumo di energia non dovra’ superare i 1.483 Mtoe (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio).

Purtroppo l’Unione e’ ancora lontana dal raggiungimento dell’obiettivo anzi a partire dal 2015 il consumo di energia primaria e’ anzi costantemente aumentato. L’Italia e’ tra i Paesi che consumano piu’ energia in Ue.

L’Italia ha conquistato il proprio obiettivo nazionale gia’ nel 2012, per poi raggiungere il consumo di energia piu’ basso nel 2014 (142,66 Mtoe il consumo di energia primaria in Italia in quell’anno). Il rapporto evidenzia inoltre che nel 2017 il consumo di energia primaria rispetto al 2008 e’ diminuito di oltre il 15%.

Il calo del consumo successivamente al 2009 e’ da ricondurre in parte alla crisi economica che ha investito il nostro paese in quegli anni. Successivamente al 2014 il dato ha ripreso lentamente a salire, cosi’ come avvenuto nel resto dell’Unione, anche se sempre entro quanto previsto dall’obiettivo nazionale.

Nel 2014 l’Italia ha raggiunto il livello piu’ basso di consumo di energia. Siamo tra i Paesi Ue del G7, assieme al Regno Unito, che tra il 2008 e il 2017 hanno diminuito maggiormente il consumo di energia. Germania e Francia invece non hanno ancora raggiunto il target nazionale.