Five-Star Movement leader Beppe Grillo, left, is flanked by MP Alessandro Di Battista as he addresses a rally in Rome, Wednesday, Oct. 25, 2017. Italy's anti-establishment 5-Star Movement has filled a Rome piazza to protest the expected passage of a new electoral law that will likely hurt its chances in next year's elections. (AP Photo/Andrew Medichini)

Il dopo voto sulla questione Diciotti e su Matteo Salvini si percepisce un’aria cattiva all’interno del il M5S. Infatti continua a serpeggiare un certo malessere che nasce dal voto online di lunedì, poi certificato da quello pronunciato ieri nella Giunta delle immunità dagli esponenti pentastellati, che ha ‘salvato’ l’alleato di governo leghista con il 59% dei voti contro un 41% che invece avrebbe voluto processare Salvini.

I timori sono sul futuro di M5S Alla luce delle novità di riorganizzazione nazionale e locale annunciati da Luigi Di Maio ai parlamentari nel corso dell’assemblea congiunta serale, e della possibile apertura a liste civiche in occasioni di elezioni locali, in questo senso le preoccupazioni sul futuro del Movimento. Le preoccupazioni arrivano sulla base delle modalità di questi cambiamenti, su come saranno portati avanti. Modifiche che segneranno una svolta nella struttura del M5S ma che, in ogni caso, dovranno avere il via libera finale dagli iscritti con un voto online.

Non solo, le preoccupazioni aumentano in corrispondenza del prossimo voto, quello regionale di domenica 24 febbraio in Sardegna, di cui qualche esponente pentastellato sardo ammette che il candidato, Francesco Desogus, “sia debole”. Anche perché non era il candidato iniziale avendo dovuto sostituire in corsa Mario Puddu, che ha dovuto ritirare la sua candidatura dopo essere stato condannato a un anno per abuso d’ufficio.

All’indomani dell’assemblea congiunta del M5S, c’è chi sostiene che sia il solito “psicodramma” dove “ognuno recita la sua parte”. Ma sul fatto che il Movimento debba riorganizzarsi sono quasi tutti d’accordo, il punto vero sta nelle modalità. Su questo argomento è intervenuto il deputato palermitano Giorgio Trizzino, formazione da medico primario messa a disposizione del Movimento, il quale sostiene di essere convinto che il Movimento si debba “adeguare al nuovo contesto”. E spiega: “Non si tratta di riorganizzare il Movimento ma di darsi regole organizzative contestualizzate al nuovo ruolo di forza di governo. La presenza nei territori – osserva – va rafforzata con modalità nuove che possano consentire nuove forme di organizzazione e consultazione degli iscritti. La possibilità di aprire a liste civiche mi appare come l’unica possibilità per affermarsi alle elezioni regionali e comunali”, conclude sicuro.

Sull’apertura alle liste civiche, viene spiegato da M5S, la proposta di Di Maio arriverà entro qualche settimana, al massimo un mese. Ma poi dovrà  essere ‘suggellata’ dal voto della rete. Sulla riorganizzazione, l’idea è quella di fare gruppi di lavoro tematici e parallelamente anche un gruppo di coordinamento sul territorio.

Il deputato M5S, Luigi Gallo, spesso voce critica, è tra i più duri sull’esito del voto online sulla Diciotti: “Non liquiderei così facilmente questa votazione – scrive su Fb – tante sono le cose fatte bene ma ci sono anche gravi errori. C’è qualcuno che dice che il 41% deve andarsene, qualcun altro vuole etichettare il 41% come dissidenza. Io so invece che il 41% è pronto a mobilitarsi e vuole chiedere conto della direzione di questo governo, vuole più coerenza. Il 41% degli iscritti al M5S chiede ai vertici un cambio di passo – sottolinea – e il ritorno ai principi del M5S. Il 41% è un numero enorme”.

Mentre sulla decisione di riorganizzare il Movimento con quella che potrebbe somigliare ad una ‘segreteria politica’, ma che così non deve essere chiamata, Gallo mette dei paletti: “Ben vengono i cambiamenti. Bisogna capire in che direzione vanno. Se sono cambiamenti che riportano ad un modello orizzontale, plurale, collegiale con ruoli votati democraticamente sia per i temi, sia per i territori, va bene. Se coinvolgiamo tutti i portavoce comunali, municipali, regionali in assemblee per raccogliere proposte che hanno tutti la stessa dignità, ben venga. Ma se si accentra ancora una volta e non si valorizzano esperienze e competenze di tutti i portavoce, va male. Lo stesso – prosegue – vale per le liste: se coinvolgiamo comitati civici, movimenti ambientalisti ed ecologisti, sempre nel rispetto del lavoro dei cittadini attivi del territorio, va bene. Mantenendo i paletti e i criteri importanti che valgono per noi, anche per le liste civiche. Tutto questo per evitare di imbarcare riciclati dei partiti”.

Beppe Grillo esce di corsa dal teatro 

Intanto in queste ore, invece, il silenzio di Alessandro Di Battista e di Beppe Grillo, a Roma per il suo show a teatro, appare abbastanza preoccupante. Non a caso con tanto di cartelli, un gruppo di attivisti del M5S hanno atteso Grillo al teatro Brancaccio dove è stato contestato duramente: “Ci avete tradito, Grillo si dimetta da Garante”. A guidare la protesta Francesca Benevento, consigliera del Municipio XII di Roma. “Hanno tradito i nostri valori per le poltrone, sono diventati dei portavoce di Salvini”, spiega Benevento esponendo un cartello con un elenco di dossier dove, a suo parere, il M5S ha voltato faccia ai suoi elettori.