Di Maio e la tradizione democratica millenaria della Francia

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Di Maio e la tradizione democratica millenaria della Francia

Di seguito alla piccola crisi diplomatica apertasi tra l’Italia e la Francia, conseguentemente al presunto incontro tra il secondo vicepremier più importante d’Europa, il vicepremier onnipotente Luigi di Maio avrebbe, con nonchalance, nella sua lettera riparatrice al quotidiano francese Le Monde,  ammesso: ” Gentile Direttore (lettera maiuscola, ndr), la ringrazio per l’opportunità di poter scrivere questa lettera sulle pagine del suo giornale in relazione al richiamo, da parte del Governo (nuovamente lettera maiuscola, ndr) francese, dell’ambasciatore in Italia. La prima cosa (quale cosa? quale oggetto? ndr) che voglio ribadire con forza è che l’Italia e il Governo italiano considerano la Francia un Paese amico (è bene ribadire che Italia e Francia siano paesi amici, ndr), e il suo popolo, con la sua tradizione democratica millenaria (millenaria? Già, tutti ricorderanno la Rivoluzione Francese del lontano 2000 a.C., ndr), un punto di riferimento nelle conquiste dei dei diritti civili e sociali a livello mondiale (civili e sociali soltanto? ndr)”.

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Il liceo dove in Italia si insegna una storia controcorrente

Adesso vien da chiedersi in quale liceo in Italia si insegna che la Rivoluzione Francese fu un evento che sconvolse il regime dispotico a favore di un regime democratico, nel lontano 789 d.C.

Una tradizione democratica millenaria come quella francese ha sicuramente molto da insegnare agli italiani; e l’insegnamento dovrebbe partire in primo luogo da noi, cercando di non ingigantire date e giorni. Altrimenti, si potrebbe persino arrivare ad affermare che il Reddito di Cittadinanza, la Flat Tax e Quota 100 son tutte riforme del 1200, perché no? Che male c’è a sbagliare una data?

Il Reddito di Cittadinanza nel 1200

Il Reddito di Cittadinanza, già nel 1200, beneficiava gli ormai caduti sul lastrico: Dante Alighieri, Gengis Khan, Celestino V e Federico II di Svezia. Dante Alighieri impossibilitato a trovarsi un lavoro stabile perché talmente coinvolto dall’amore per Beatrice; Celestino V volle, pressappoco, esercitare il suo incarico fuori dalle mura dello Stato Pontificio, per beneficiare egli stesso del Reddito di Cittadinanza. Gengis Khan, invece, si arrabbiò molto perché per un soffio non poté usufruirne (il suo ISEE superava di poco i 10.000 euro annui). Federico II di Svezia, invece, fu il primo sovrano siciliano a godere dei 780 euro mensili, perché lavorava a nero e non dichiarava il suo reddito da re.

Nei prossimi articoli scopriremo alcuni eventi di Quota 100 e Flat Tax attorno al 13esimo secolo d.C.

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Nato a Empoli (Fi), il 4 gennaio 1989. Diplomato al liceo classico-linguistico, laureando in scienze politiche, relazioni internazionali. Dopo una lunga esperienza come attivista politico, guida un partito politico giovanile a livello locale. Si dedica all’attività di articolista per svariati clienti e su svariati argomenti. Giornalista aspirante pubblicista. Appassionato e studioso di politica interna ed internazionale (e di tutto ciò che la concerne), sistemi politici, partiti politici, sistemi elettorali, relazioni internazionali, diritto internazionale e costituzionale, e molto altro.