Debra Haaland potrebbe diventare la prima donna Nativa Americana ad essere eletta al Congresso.

ALBUQUERQUE – Il vento del cambiamento soffia dal New Mexico. Sono notizie importanti quelle che ci arrivano dallo stato americano: Debra Haaland, 57 anni, è la candidata presentata dal Partito Democratico per le elezioni di novembre al Congresso degli Stati Uniti d’America. In caso di vittoria, sarebbe la prima Nativa Americana a ricoprire questo ruolo.

Nata in Arizona, ha ottenuto un Master in legge alla “University of New Mexico School of Law”, ricoprendo in seguito diverse cariche politiche, tra cui la poltrona di presidente del Partito Democratico, dal 2015 al 2017. Nelle ultime primarie ha ottenuto il 40% dei voti, sconfiggendo i suoi avversari Damon Martinez e Antoinette Sedillo Lopez. Il suo netto successo è da attribuire alla sua capacità di rappresentare le classi più povere ed escluse dello stato, ponendosi in netta antitesi alla politica del Presidente Trump. Emblematiche in questo senso le sue parole dopo la vittoria alle primarie: “la mia vittoria è la vittoria delle donne, della classe operaia e di tutti coloro i quali sono stati messi da parte dalle élite miliardarie”. E’ inoltre una rappresentante diretta di quella che è l’etnia tra le maggiormente colpite a livello storico, politico e culturale degli Stati Uniti: i Nativi Americani. Deb appartiene infatti alla Nazione dei Laguna Pueblo, originaria del New Mexico, ma si batte per i diritti di tutte le Prime Nazioni nel paese. Le sue origini sono particolarmente rilevanti nel contesto politico che si è delineato negli ultimi mesi: la situazione delle famiglie di immigrati messicani separate al confine riporta a galla le cosiddette “Indian Boarding Schools”, dei veri e propri lager nei quali i bambini Nativi Americani venivano portati dopo essere stati separati dalla loro tribù, per essere forzati a sposare il modello culturale americano (questa sorte toccò anche al bisnonno della Haaland).

E’ anche per questo motivo che la politica della Haaland si può definire di stampo progressista: le sue linee guida sono pro-immigrazione, è favorevole al diritto di aborto ed intende combattere il cambiamento climatico sfruttando le energie rinnovabili.
In caso di vittoria, raggiungerebbe al Congresso gli altri due Nativi Americani attualmente in carica: Markwayne Mullin and Tom Cole, entrambi rappresentanti dello stato dell’Oklahoma.

Una sua elezione, usando un’espressione dal gergo legale, “creerebbe un precedente”: vedere una donna Nativa Americana in una delle posizioni politiche più rilevanti significherebbe dare speranza a quelle parti della popolazione da sempre meno rappresentate, oltre che a simboleggiare un’inversione di tendenza in uno stato storicamente governato da hispanici o da anglo-americani. Ad essere onesti, però, il “precedente” la Haaland lo ha già creato: la sua vittoria alle primarie ha spinto molte altre donne a candidarsi per ricoprire posizioni politiche in vari stati.

Insomma, la risposta alla controversa politica di Donald Trump e del suo entourage passa anche e soprattutto da persone come la Haaland. Ora non ci resta che attendere, sperando che il vento del cambiamento non smetta di soffiare.