Roma, 5 giu. (askanews) – E’ andata in archivio la posizione processuale di due carabinieri ed un legale che erano stati indagati nell’ambito dell’ultima inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato per droga nell’ottobre 2009 e poi morto una settimana dopo in ospedale. Il fatto è stato riferito oggi dal pm Giovanni Musarò nel corso dell’udienza che, davanti alla prima Corte d’assise capitolina, vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale.

Il pubblico ministero ha chiesto poi l’acquisizione di una serie di documenti, ed ha ottenuto che tra quelli finiti nel fascicolo dibattimentale ci fosse il decreto di archiviazione, firmato il 5 aprile scorso dal gip Elvira Tamburelli, riguardante la posizione del capitano Nico Blanco, dell’avvocato Gabriele Giuseppe Di Sano (cugino di Francesco Di Sano, uno dei carabinieri per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per la vicenda dei depistaggi), e del maresciallo Roberto Mandolini (quest’ultimo sotto processo nel processo bis per le accuse di calunnia e falso).

I tre, nell’ambito del procedimento sui depistaggi, erano stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di favoreggiamento (Blanco), tentato patrocinio infedele (Di Sano) e falso ideologico (Mandolini).