In questi ultimi anni, come mai prima nella storia, siamo invasi da mental coach, libri e testi di ogni tipo che mirano a dare consigli, indicare strade da prendere o linee-guida per ottenere dei risultati. Quale seguire? Come scegliere l’essenziale, tra le innumerevoli proposte che arrivano al nostro cervello? Personalmente, quando i miei pazienti mi chiedono consigli, dico sempre che non credo esista una soluzione, e se ci fosse, il modo per arrivarci è uno solo:

ascoltarsi, capirsi, fidarsi.

Ma come fare, se neanche ci conosciamo? Se non sappiamo in cosa crediamo, per cosa ci battiamo, quello che ci piace e quello da cui invece fuggiamo?
Conoscere se stessi è una delle 5 competenze dell’intelligenza emotiva, probabilmente la più importante e quella da cui dipendono tutte le altre.
Lo dava come ammonimento anche l’oracolo di Delfi, “Conosci te stesso”, come riporta la scritta incisa a caratteri cubitali all’ingresso del tempio di Apollo, a Delfi, risalente al VII sec. a. C. Gli antichi, dai filosofi agli studiosi della psiche, avevano già intuito che dentro di noi esisteva qualcosa di importante e che per essere felici le persone dovessero guardarsi dentro e conoscere se stesse.
Infatti coloro che sono capaci di capire se stessi e conoscere chi sono, saranno anche più abili a capire gli altri e avere relazioni migliori, saranno maggiormente consapevoli dei propri limiti e si attiveranno per superarli, avranno una migliore idea del proprio valore e potenziale.
Inoltre sapranno anche identificare con maggior chiarezza quale sia il proprio scopo nella vita.

E tu sai davvero chi sei?

Quando ci chiedono di descriverci, spesso cominciamo pensando alle nostre lauree, le nostre professioni, insomma ai ruoli che ricopriamo nella società. Ma se andiamo oltre, se ci consentiamo di uscire dagli schemi, potremmo trovare il nostro vero sé, la nostra essenza.

Dopo aver studiato per anni e letto molto sulla conoscenza di sé, ti proporrò una forma d’indagine interna il più possibile semplice e pratica. Quattro aree da indagare per arrivare ad un’autoesplorazione di te stesso.


Partiamo

1. Osservati e diventa consapevole dei tuoi pensieri.

Osservati in situazioni che ti accadono, quando ad esempio c’è qualcosa che ti rallegra, o al contrario, che ti da fastidio, quando ti comunicano una bella notizia o un evento negativo. Cosa pensi? Cosa dici a te stesso? Quali parole sei solito dirti? Sono parole motivanti o svalutanti? Il nostro dialogo interiore, ossia le parole che rivolgiamo a noi stessi in determinate situazioni, è importante e ci rivela molto della nostra personalità.

2. Osservati e diventa consapevole delle tue emozioni.

Osserva che emozioni si associano ad alcuni pensieri abituali. Pensieri positivi o pensieri negativi che siano, cosa provi esattamente in quel momento? Con quale emozione rispondi ad eventi positivi e negativi della tua vita? Provi gioia, rabbia o disgusto?

3. Osservati e diventa consapevole dei tuoi comportamenti.

Come ti comporti, come agisci in determinate situazioni? Come poni fine ad uno stato emozionale negativo, ad esempio un episodio di rabbia? Esci, chiami un’amica, ti chiudi in camera a piangere, mangi, ecc? Come reagisci, invece, ad un amico che ti comunica una bella notizia? Ridi, lo abbracci, ti ubriachi dalla gioia? Oppure ti rattristi, pensando che a te non accade mai niente di bello?

4. Osservati e diventa consapevole delle tue reazioni fisiologiche.

Cosa senti dentro di te? Il nostro corpo ci comunica in continuazione, ci manda tanti segnali che spesso non cogliamo affatto. Hai spesso mal di stomaco? Mal di testa? Una sensazione di oppressione al petto? Un formicolio alle mani o alle gambe? Una sensazione di occlusione alla gola? Quando? Rifletti su quali occasioni possono provocarti queste sensazioni.

Annota, se puoi, una lista di eventi positivi e negativi, con a fianco ognuna di queste quattro reazioni. Scoprirai, così, quelle che si ripetono, quelle che metti in atto più spesso, quelle cioè che

Parlano di te.

Scoprirai, inoltre, se sei una persona lineare oppure no. Ti spiego meglio.

I nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre reazioni fisiologiche e i nostri comportamenti, lavorano tutti insieme affinché noi ci sentiamo un tutt’ uno, un essere coordinato e omogeneo. Scopriremo, ad esempio, che in una determinata situazione positiva, i nostri pensieri non corrisponderanno esattamente ad un’emozione di gioia, e dunque dovremo soffermarci ad indagare come mai ciò accade.
La consapevolezza é proprio questo, ossia prendere coscienza di come siamo fatti, di quali pensieri abbiamo, di quali emozioni proviamo, di cosa sentiamo e come agiamo in determinate circostanze. Scoprirai, così, quali sono i tuoi punti di forza e quali invece le tue criticità .
Uno degli scopi principali dei miei articoli è proprio quello di stimolare la ricerca interna per individuare le proprie limitazioni, per superarle e riconoscere i punti di forza per potenziarli ulteriormente. Per questo motivo credo fermamente che

dedicare del tempo a conoscere meglio se stessi e i propri processi interni sia uno dei “regali” più grandi che una persona possa farsi.