Si sapeva che la guerra civile yemenita fosse particolarmente drammatica, in quanto essa ha generato la più grave crisi umanitaria al mondo. Purtroppo, la situazione potrebbe essere addirittura peggiore di quello che si pensava.

Uno studio condotto da docenti universitari e ricercatori commissionato dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha cercato di fare un pò di luce sulla situazione attuale dello Yemen, paese che già prima dello scoppio della guerra civile nel marzo 2015 era il più povero del Medio Oriente.

Il rapporto non potrebbe cominciare in modo più drammatico. “Gli effetti della guerra nello Yemen sono devastanti, con quasi 250 mila persone uccise direttamente dai combattimenti o indirettamente a causa della mancanza di cibo, servizi sanitari e infrastrutture.

Il 60 % dei morti è costituito da bambini con meno di cinque anni di età. Gli effetti di lungo periodo sono vasti e piazzano questa guerra tra le più devastanti dalla fine della guerra fredda”.

Se la guerra dovesse terminare nel 2019 i morti sarebbero 233 mila, di cui 102 mila morti direttamente in combattimento e 131 mila morti indirettamente a causa dalla mancanza di cibo, servizi sanitari e infrastrutture. In totale, sarebbero 140 mila i bambini con meno di cinque anni morti.

Per fare un confronto con la più nota guerra civile siriana, secondo l’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani (Sohr) essa ha causato circa 570 mila morti tra il 15 marzo 2011 e il 15 marzo 2019.

“Tra 2016 e 2018 oltre 63 mila combattenti e civili sono morti a causa di violenza diretta – continua il rapporto – se la tendenza del 2019 non dovesse variare, oltre 22 mila persone moriranno entro la fine dell’anno”.

La guerra, e in particolare i bombardamenti aerei, non hanno risparmiato le infrastrutture. Infatti, “più di 2 500 scuole in 20 governatorati sono state danneggiate oppure occupate da sfollati o gruppi armati”.

Come se non bastasse, “i sistemi di produzione e distribuzione del cibo hanno subito danni significativi, mentre blocchi, assedi e la distruzione di importanti infrastrutture idriche hanno militarizzato l’acqua”.

In poche parole l’acqua è diventata oggetto della contesa militare oppure arma di ricatto per quei gruppi armati che ne possiedono.

Secondo gli autori del rapporto, “forse la più grande tragedia di questo conflitto è la scala di sofferenza dovuta a fame, povertà e malattie”. 

Il 45 % dei bambini con meno di cinque anni morti a causa della guerra deve la sua morte proprio alla fame. “Si stima che 3.3 milioni di bambini sono malnutriti, di cui un milione soffre di malnutrizione acuta moderata e oltre 400 mila soffrono di malnutrizione acuta severa”.

Inoltre, “tra aprile 2015 e ottobre 2018, Save the Children stima che 85 mila bambini sono morti a causa di malnutrizione acuta severa”.

Per quanto riguarda la diffusione di malattie, “le pessime condizioni di acqua e igiene hanno contribuito alla più grande epidemia di colera della storia documentata, con più di 1.3 milioni di casi sospetti e più di 2 600 morti associate da quando l’epidemia è scoppiata nell’aprile 2017”.

In termini di rifugiati e sfollati, “l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha rilevato due milioni di sfollati nello Yemen a dicembre 2018, di cui l’89 % è sfollato da un anno” mentre “un milione di ex sfollati è riuscito a tornare a casa”. Tuttavia, “un quarto” di questo milione “non ha potuto fare ritorno al luogo di residenza originario”.

Il rapporto commissionato dall’Undp è l’ennesimo documento che tenta di portare in superficie gli orrori che stanno devastando da più di quattro anni lo Yemen.

Nonostante le cronache drammatiche e raccapriccianti provenienti da questo sventurato angolo d’Arabia, la guerra civile yemenita continua ad essere largamente ignorata dalla comunità internazionale e dall’opinione pubblica.