Soddisfazione e amarezza insieme . Cosi’ Gianni Tonelli parlamentare della Lega e segretario regionale aggiunto Sap commenta il proprio stato d’animo dopo l’assoluzione dei carabinieri e dei poliziotti imputati nel caso Uva. Soddisfazione perche’ finalmente dopo 11 anni la verita’ ha trionfato e la giustizia ha avuto modo di riscattarsi dopo un inizio incerto. Non dobbiamo dimenticare che fin dai primi atti era scolpita nella roccia l’nnocenza dei miei colleghi l’autopsia realizzata dal dottor Motta e sottoscritta dai periti della famiglia certificava immediatamente le cause della morte individuate in quattro punti una malformazione cardiaca il forte tasso alcolemico lo stato di agitazione e i farmaci del Tso . Non solo – prosegue Tonelli – l’autopsia certificava sempre con l’avallo dei periti che le macchie riscontrate sul corpo erano esclusivamente macchie ipostatiche e che non vi erano lezioni apprezzabili. Nonostante questa verita’ il processo mediatico ha disumanizzato gli operatori delle forze dell’ordine polizia e carabinieri e vista la segretezza degli atti nel corso delle indagini preliminari si e’ fatto veicolare sul circuito mediatico ogni stupidaggine e nefandezza menzognera. E’ sceso in campo il partito dell’antipolizia in forze e approfittando della propria influenza sul circuito mediatico ha veicolato un’infinita’ di informazioni false ma devastanti non solo per i singoli uomini in divisa ma per le istituzioni che rappresentavano . Spiega ancora il parlamentare della Lega Non dobbiamo dimenticare che per quattro volte l’ufficio del Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione sempre respinta disponendo l’imputazione coatta per un processo costato una cifra enorme 130 testi da escutere in dibattimento due udienze alla settimana per mesi e mesi. Spero solo che il sistema abbia fatto tesoro e si sia immunizzato dalla barbarie del processo mediatico. Questa vicenda mi e’ costata qualche querela ma alla fine il sacrificio ha contribuito alla verita’ e alla giustizia