L’inizio del processo Ruby ter che si doveva tenere l’8 aprile, è stato anticipato al 26 febbraio prossimo che vede imputati Silvio Berlusconi e Roberta Bonasia, ex infermiera ex ospite delle serate a casa dell’allora premier ad Arcore. Un filone, tornato da Torino a Milano nei mesi scorsi per competenza territoriale, che dovrà essere riunito al dibattimento principale che vede imputati il leader di Forza Italia e altre 27 persone, tra cui molte ‘Olgettine‘.

La data della prima udienza del procedimento Berlusconi-Bonasia, con al centro sempre le accuse di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza, è stata anticipata proprio per consentire una più rapida riunificazione col processo principale la cui prossima udienza è fissata per il 15 aprile. Bonasia, 34 anni, tra il 2012 e il 2013 aveva testimoniato nei processi sul caso Ruby spiegando che nelle serate a Villa San Martino “nulla di particolare era avvenuto”. Secondo il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pubblico ministero Luca Gaglio, le sue, come quelle di tante altre giovani, furono dichiarazioni false, per le quali venne ricompensata con bonifici per un totale di 55 mila euro, con un assegno circolare di 25 mila euro e con la disponibilità di un appartamento alla Torre Velasca di Milano.

Nel frattempo, il dibattimento principale di fatto non è ancora iniziato (è nella fase delle questioni preliminari), malgrado la prima udienza risalga al gennaio 2017. Quando ripartirà, poi, i giudici potrebbero trovarsi a decidere sulla richiesta di legittimo impedimento di Berlusconi per la campagna elettorale per le Europee. Intanto, vanno avanti le indagini ‘integrative’ sul caso dell’ex legale di Ruby, l’avvocato Egidio Verzini, morto a dicembre col suicidio assistito in Svizzera, dopo aver parlato di 5 milioni di euro fatti avere da Berlusconi a Karima El Mahroug, attraverso una banca di Antigua.