Molto probabilmente l’atteggiamento da strafottente, da “bulletto di quartiere”, ha catturato molti consensi da poter garantire, addirittura, una sorta immunità da social. Ma tutto questo non risponde a canoni istituzionali di comportamento di un ministro della Repubblica. Così le dichiarazioni di Salvini, dopo la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di autorizzazione a procedere sul caso Diciotti, hanno suscitato un certo malumore da parte dei giudici i quali mantengo il rispetto delle funzioni e delle prerogative di ciascuno.

Il ministro dell’Interno Salvini è indagato per un reato grave, ha diritto di esprimere critiche alle ipotesi accusatorie e ipotizzare che si tratti di uno sconfinamento, ma è lecito che ognuno esprime la propria cultura delle istituzioni. In pratica non si può rivendicare il proprio operato senza venire meno al rispetto. Per i giudici che lo accusano, lo scontro è espresso con toni coerenti con il livello di espressione della politica italiana.

Dunque il vicepremier Salvini è stato indagato dalla magistratura catanese, adesso la palla passa alla politica che dovrà decidere sulle sorti giuridiche del vicepremier. Partendo propri dagli alleati, infatti Forza Italia si è già esposta in merito attraverso il suo leader massimo Silvio Berlusconi il quale ha dichiarato che sono garantisti e continueranno ad esserlo.

Sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini la linea del M5S è chiara: andare fino in fondo in questa storia sostenendo l’opportunità di dire sì alla richiesta del tribunale dei ministri di Catania che intende processare il leader della Lega per sequestro di persona nell’aambito della vicenda Diciotto. Sostanzialmente era questione di tempo, anzi di ‘cinguettio’, ma le esternazioni di un massimo esponente dello Stato seguiti da altrettanti atteggiamenti ministeriali, hanno reso il conto a chi da anni si prodiga per il rispetto delle regole.

È una triste vicenda che vede, ancora una volta, l’Italia offesa dagli stessi uomini che dovrebbero rappresentarla nel rispetto della Carta Costituzionale. Poi il rovescio della medaglia mostra una faccia che si identifica in un popolo succube, costretto alla vergogna che vive all’ombra di un novecento passato sui libri di storia ma che nessuno prende esempio. Poco importa, i tempi moderni stanno solo cambiano il nostro modo di esprimere il nostro pensiero e il nostro modo di rapportarci. Il vicepremier Salvini l’ha capito è ha fatto suo il nuovo metodo di far politica, una strategia che alla lunga lo ha portato ad essere indagato; ma nessuno può dare mai la colpa a dei disgraziati che senza tastiera la storia, anzi