Viktoria Marinova. È questo il nome della giornalista bulgara che ha dovuto subire la terribile sorte di venire prima picchiata, poi stuprata e infine uccisa per soffocamento. Il suo corpo senza vita, che mostrava chiari lividi da strangolamento e ferite sulla testa, è stato trovato domenica 7 ottobre in un parco della città di Ruse, situata nel nord del paese al confine con la Romania.

Chi era Viktoria Marinova?

Viktoria Marinova, 30 anni, era una giornalista che lavorava per l’emittente televisiva bulgara Tvn e conduceva il programma d’inchiesta e approfondimento politico “Detector”. Il 30 settembre, nell’ultima trasmissione del programma mandata in onda, Marinova aveva intervistato due giornalisti d’inchiesta che avevano scoperto un presunto scandalo di corruzione che coinvolgeva imprenditori e politici bulgari i quali si sarebbero arricchiti con il denaro proveniente dai fondi dell’Unione Europea. I due giornalisti, il bulgaro Dimitar Stoyanov e il romeno Attila Biro, erano stati arrestati lo scorso 13 settembre per aver indagato su una vicenda in cui non dovevano mettere il naso. I due reporter d’inchiesta furono rilasciati dalle autorità bulgare poche ore dopo l’arresto. È bene chiarire che Marinova non era direttamente coinvolta nell’inchiesta, semplicemente il programma da lei condotto ne ha parlato nell’ultima trasmissione.

Perché è stata uccisa?

La brutale uccisione di Viktoria Marinova ha generato una forte ondata d’indignazione non solo in Bulgaria ma in tutta l’Ue. Il vice-presidente della Commissione Europea Frans Timmermans ha commentato la vicenda con queste parole: “ancora una volta una coraggiosa giornalista è caduta nella battaglia per la verità contro la corruzione. I responsabili devono essere portati immediatamente davanti alla giustizia dalle autorità bulgare”. Tuttavia, queste hanno già sottolineato che non vi è per il momento alcun legame dimostrabile tra la morte di Marinova e la sua professione. Non si può però fare a meno di notare che la morte della giornalista è avvenuta proprio pochi giorni dopo che il programma da lei condotto aveva iniziato a raccontare una vicenda parecchio spinosa per cui due giornalisti erano già stati arrestati. Coincidenza? Per ora non si può far altro che supporre, nell’attesa che le autorità bulgare facciano il loro lavoro. L’assassinio è stato condannato anche dal governo tedesco e da diverse organizzazioni internazionali. Marinova è la terza giornalista ad essere uccisa nell’Ue in meno di un anno. Nell’ottobre 2017 la maltese Daphne Caruana Galizia fu uccisa con un autobomba mentre nel febbraio di quest’anno venne ucciso il reporter slovacco Jan Kuciak.

L’inchiesta sembra dare i suoi frutti

Nel frattempo il lavoro dei due giornalisti sembra dare i suoi frutti. La procura di Sofia ha aperto un fascicolo per indagare sul presunto uso illecito dei fondi Ue da parte dell’impresa edile Gp Group. Come già detto, lo scandalo di corruzione non coinvolgerebbe solo i dirigenti dell’impresa ma anche alcuni politici. La corruzione è un fenomeno endemico in Bulgaria e anche per questo motivo la fiducia popolare nelle istituzioni è molto bassa. Secondo quanto affermato dal procuratore generale della repubblica Sotir Tsatsarov, la procura di Sofia ha bloccato un trasferimento bancario di 14 milioni di euro da parte della Gp Group, la quale è finita nell’occhio del ciclone di questo scandalo.

Arrestato il presunto stupratore killer

Ieri la polizia bulgara ha arrestato un cittadino romeno con passaporto moldavo con l’accusa di coinvolgimento nello stupro e nell’uccisione di Marinova. L’uomo è in stato di fermo per 24 ore mentre vengono verificati i suoi alibi. Non è dato sapere al momento se sia lui il vero assassino.

La libertà di stampa in Bulgaria

Secondo il rapporto di un’organizzazione non governativa (ong) che monitora lo stato della libertà di stampa ed espressione in tutto il mondo, la Bulgaria è il paese Ue con la minore libertà di stampa. A dirlo è Reporters Without Borders (Rwb) che piazza la Bulgaria al 111° posto su 180 nel suo World Press Freedom Index 2018 con un calo di due posizioni rispetto all’anno scorso. Rwb segnala che “corruzione e collusione tra media, politici e oligarchi sono diffuse” mentre “minacce e attacchi contro i giornalisti si sono intensificati negli ultimi mesi”. Rwb aggiunge anche che la libertà di stampa in Bulgaria è inferiore a quella di “tutti i paesi dei Balcani occidentali, alcuni dei quali sono in lista per entrare nell’Ue”. Di avviso un poco diverso è la ong Freedom House che nel suo rapporto Freedom of the Press 2017 assegna alla Bulgaria un punteggio di 42 su una scala dove zero è uguale al massimo della libertà di stampa mentre 100 equivale a una restrizione totale. Secondo Freedom House Ungheria e Grecia fanno peggio, entrambe con un punteggio di 44 punti. Ad ogni modo, pure secondo questa ong la Bulgaria è uno dei paesi con la minore libertà di stampa dell’Ue, e se si scoprisse che Marinova è stata uccisa per motivi legati alla sua professione la reputazione della Bulgaria da questo punto di vista non farebbe altro che crollare ulteriormente.

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