Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che il dossier sulle nomine del Direttorio di Bankitalia, grazie anche all’opera di mediazione del premier sui partiti di maggioranza, si sblocchi al consiglio dei ministri, con il via libera ai nomi proposti dal Consiglio superiore di Via Nazionale: Fabio Panetta direttore generale, Daniele Franco, Alessandra Perrazzelli e Federico Signorini, quest’ultimo ‘congelato’ a febbraio’.

Una volta depositata la polvere delle polemiche delle scorse settimane, con malumori fatti filtrare dalla maggioranza in particolare sull’indicazione di Alessandra Perrazzelli, M5S e Lega potrebbero scegliere di chiudere la partita per non aggiungere carne al fuoco ai numerosi bracci di ferro che già impegnano la maggioranza, dal caso Siri alle Autonomie.

E per non creare un conflitto istituzionale che rischia di avere ripercussioni non solo politiche, ma anche finanziarie, e ricadute europee cui la Bce – di cui Bankitalia è parte integrante – guarda con attenzione: i mercati guardano all’Italia come a un’economia sorvegliata speciale dato il suo debito, Francoforte gioca un ruolo fondamentale per la stabilità e mettere in stallo il funzionamento di Bankitalia sarebbe un pessimo input per gli investitori.

Sembrano andare nel senso di una ‘pace’ sul Direttorio – che va rinnovato in tempi brevi vista la fine di mandato del direttore generale uscente, Salvatore Rossi, il 10 maggio – anche le parole del vicepremier Luigi Di Maio da Tunisi, al Forum italo-tunisino con il premier e l’altro vice Matteo Salvini: “mi auguro lo sblocco delle nomine di Bankitalia stasera (ieri ndr) in Cdm. Si tratta di una istituzione che deve lavorare a pieno regime, quindi mi auguro che oggi si sblocchi questa situazione: il nostro obiettivo è garantire rinnovamento e allo stesso tempo efficienza dell’ente”.

La parola finale sembra cadere nel campo della Lega, che non si sbilancia. Non sembrano sollevare obiezioni la nomina di Panetta e Franco, ma non è escluso un via libera a metà, che lasci in sospeso i nomi di Signorini e Perrazzelli, il primo ‘bocciato’ dai Pentastellati a inizio anno, la seconda criticata nelle file della Lega per il passato da banchiere.

Se la mediazione di Conte non dovesse produrre un accordo, toccherebbe al presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenire per scongiurare un pericoloso conflitto istituzionale: l’iter prevede che le nomine dei membri del Direttorio, proposti dal Consiglio superiore di Bankitalia, siano approvate con un decreto del Presidente promosso dal presidente del Consiglio di concerto col ministro del Tesoro, sentito il consiglio dei ministri.