Non sottovalutiamo la vita dei bambini e soprattutto il modello di vita. Ancora una volta sotto i riflettori la tendenza a livello globale, dell’eccessivo uso di smartphone e computer. Un rapporto mondiale redatto da ricercatori canadesi su dati di 49 paesi mostra che i bambini di oggi non si muovono abbastanza per stare in salute e avere garanzia di una corretta crescita. Chiamato “Global Matrix 3.0”, il rapporto è stato redatto da esperti del Children’s Hospital of Eastern Ontario Research Institute e mostra che i paesi con i bambini più attivi sono la Slovenia, lo Zimbabwe e il Giappone dove il movimento fisico è una norma sociale pervasiva.

In Giappone, ad esempio, è in uso una pratica utilissima al movimento dei bambini, tutti vanno a scuola a piedi anche grazie a una normativa che assicura scuole vicine alle abitazioni (distanti non più di 4 km per i più piccoli e non più di 6 per i liceali). Gli esperti hanno utilizzato diversi parametri legati all’attività dei bambini e dato i voti a ciascuno di essi per ciascun paese: dalle azioni di governo per incentivare al movimento alle abitudini familiari (uso dell’auto, etc). La tendenza a livello globale, con l’eccessivo uso di smartphone e computer, l’automazione sempre più spinta e gli spostamenti sempre in macchina, è alla sedentarietà; ciò sta portando a una generazione di bambini inattivi che li mette su una strada molto pericolosa per la loro salute, afferma Mark Tremblay, della University of Ottawa. “Abbiamo la responsabilità collettiva di cambiare questa situazione perché i bambini fisicamente non attivi sono a rischio di problemi di salute fisica, mentale, sociale e cognitiva. Hanno bisogno di diventare abitualmente attivi per divenire adulti sani e resilienti”.

Si parla molto di nuove generazioni digitali, ma davvero gli strumenti tecnologici che gli adulti utilizzano ormai ogni giorno sono sicuri e innocui per i bambini? Non si tratta di abolire la tecnologia ma di farne buon uso, con intelligenza, e di evitare che possa arrecare dei danni a partire dai bambini. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanita, nel 2011 aveva lanciato un’allarme riguardo all’uso dei cellulari e sul sospetto che alcuni dispositivi elettronici possano favorire la comparsa dei tumori al cervello. Le raccomandazioni legate ai rischi del cellulare valgono per tutti, bambini e adulti. Il consiglio per proteggere i bambini è di tenere il cellulare il più possibile lontano dalla loro testa.

Secondo alcuni esperti trascorrere troppo tempo davanti a uno schermo può provocare dei cambiamenti nel cervello dei bambini simili a quelli che avverrebbero in una persona dipendente dalle bevande alcoliche. Si tratta di un affermazione davvero preoccupante che dovrebbe indurre i genitori a cercare di limitare la dipendenza da schermo dei loro figli. In Cina e Usa negli ultimi anni è scattato un vero e proprio allarme sulla dipendenza di bambini e adolescenti da videogiochi, tablet e smartphone. Si tratta di una vera e propria dipendenza da schermo.

È stato calcolato che i bambini a soli 7 anni rischiano di aver già passato un anno intero della loro vita davanti a TV e videogiochi. Un dato che dovrebbe far riflettere tutti i genitori sulle attività quotidiane svolte dai bambini. James Carter, chiropratico del Niagara Park in Australia, ha raccolto e mostrato numerose radiografie di giovani e giovanissimi in cui si nota una curvatura all’indietro del collo. Questa anomalia sarebbe dovuta al peso della testa che viene mal distribuito sulla colonna vertebrale quando si leggono i messaggi o si scrive sul cellulare.

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Marco Staffiero, il mio nome spirituale è Ardas Sadhana Singh. Sono laureato in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali e dal 2009 sono iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio. Approfondisco come giornalista e studioso diverse tematiche, che riguardano le discipline olistiche, le medicine alternative, la sana alimentazione e il benessere psico-fisico. Sono insegnante certificato di Kundalini Yoga, il mio diploma è riconosciuto a livello internazionale dal KRI (Kundalini Research Institute) e dall’IKYTA (International Kundalini Yoga Teacher Associations) e a livello nazionale dalla UISP – Area Discipline Orientali. Collaboro on line con “Il Giornale dello Yoga“. Con il quotidiano “L’Osservatore d’Italia” e con “Il Format info” mi occupo di malattie ambientali, elettrosmog e salute. Inoltre, sono responsabile della rubrica Benessere e Salute del quotidiano on line “Il Mamilio”. Attraverso la conoscenza di tematiche legate alla Geobiologia, collaboro con la Bioriposo, dove effettuo misurazioni (con degli strumenti tecnici brevettati) dei nodi di Hartmann, elettromagnetismo ecc. , dando vita a conferenze sull'argomento in vari centri olistici e non solo.