“A me, pare ormai una barzelletta… abbiamo il diritto di sapere la verità”.

Ha proprio ragione Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, anche lui sorprendentemente ansioso come Zaia e Fontana, di blindare per i suoi territori la cassa sottratta indebitamente al Sud da dieci anni in qua. Ballano 61 miliardi, questa è la verità, caro Governatore.

Sì, ha capito bene, 61 miliardi, sono quelli che il Nord riceve in più e il Sud riceve in meno (6%) dalla spesa pubblica allargata, in proporzione alla popolazione, grazie al trucco della spesa storica, ideato dall’ex ministro leghista Calderoli, per cui il ricco diventa sempre più ricco e il povero sempre più povero (LEGGI LA NOTIZIA).

Dissero dieci anni fa: dobbiamo fissare i livelli essenziali di prestazione (Lep) e i fabbisogni standard perché non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B in materia di sanità, scuola, trasporti; siccome, però, per definirli serve qualche mese, forse un anno, nel frattempo usiamo la spesa storica.

Bene, sono passati dieci anni e questi parametri, per dolo politico, ancora non ci sono; anzi, siccome l’appetito viene mangiando, quegli stessi Governatori del ricco Nord che si sono indebitamente abbuffati con i soldi dovuti al povero Sud, si sono inventati un altro marchingegno per addentare anche la quota di spesa pubblica, fino a oggi più equamente ripartita dalle amministrazioni centrali, con le stesse modalità di ingiustificato favore.

Cosicché, nella giornata di ieri, erano tutti a gioire di un possibile compromesso in cui, bontà loro, Zaia e Fontana, Governatori di Veneto e Lombardia, rinuncerebbero all’ultimo scippo, quello nuovo, e avrebbero in cambio la costituzionalizzazione, per sempre, dello scippo storico. Non si può fare, mettetevelo bene in testa. Altro che barzellette!