di Marco Staffiero

C’è qualcosa che non torna. La sfrenata società super tecnologica porta con se dei grossi limiti. Il dramma dell’elettrosmog, dell’inquinamento atmosferico, della cattiva alimentazione sono gli aspetti inquietanti legati alla crescita indescrivibile di tumori. Qualcuno storcerà il naso, dando la responsabilità ad altri fattori….quali? Questo non è lecito chiederlo. Ma i numeri a dir poco allarmanti parlano da soli: sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati in Italia nel 2018, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017.

La forma più frequente è diventata quella al seno (nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi, mentre erano 51.000 nel 2017), seguita dal cancro del colon retto (51.300, 53.000 nel 2017) che lo scorso anno era il più diagnosticato, e da quello al polmone (41.500, contro 41.800 nel 2017). Sono i dati del censimento ufficiale dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia’. Quasi 3 milioni e 400 mila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due.

Al Nord si registrano i tassi migliori, e in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che possono essere spiegate soprattutto con la scarsa adesione in queste aree ai programmi di screening che consentono di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte, e con la preoccupante diffusione in queste regioni di fattori di rischio come fumo, sedentarietà ed eccesso di peso. “Nel nostro Paese ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi – afferma Stefania Gori, presidente nazionale Aiom e direttore Dipartimento oncologico, Ircss Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar – Negli uomini continua il calo dei tumori del polmone e della prostata, e nelle donne dell’utero e dell’ovaio. Nella popolazione generale diminuiscono le neoplasie dello stomaco e del colon-retto. Crescono però quelle del pancreas, della tiroide e il melanoma, e nelle donne i tumori della mammella e del polmone, quest’ultimo per la sempre maggiore diffusione dell’abitudine al fumo nella popolazione femminile”. Pochigiorni fa, davanti al quintuplicarsi di tumori , al Policlinico Umberto I di Roma è nata una ‘task force’ composta da esperti di Endocrinologia, Radiologia, Medicina Nucleare, Oncologia, Gastroenterologia, Chirurgia generale, Anatomia patologica e Patologia clinica.

E’ una situazione allarmante, che deve far riflettere tutti. Cosa sta succedendo? Perché una crescita così preoccupante di mali?