Maria Teresa d’Austria, figlia dell’Imperatore Carlo VI d’Asburgo, nasce a Vienna il 13 maggio del 1717. Il padre l’Imperatore per favorire la sua successione non avendo figli maschi, emana una legge “Prammatica Sanzione”, che consente alla ventitreenne Maria Teresa di ereditare il trono dopo la sua morte, nel 1740.

Maria Teresa non è preparata a governare, non avendo ricevuto un’educazione politica come scrive nel suo Testamento: “Mi sono trovata senza danaro, senza credito, priva di una armata, senza esperienza e conoscenza di me stessa e, infine, anche senza consiglio, poiché ciascuno dei suoi membri, in un primo momento, voleva aspettare e vedere come si sarebbe sviluppata la situazione”.

Maria Teresa sposata con Francesco Stefano di Lorena, Francesco I, si ritrova per migliorare il suo Impero, che comprende parte dell’Europa centrale, Austria, Boemia, Ungheria, Croazia, Lombardia, Trentino, ad attuare molte riforme pur essendo conservatrice.

L’Imperatrice infatti, non comprende appieno le idee illuministe, ma nel suo dispotismo illuminato agisce per modernizzare e dare continuità all’Impero con varie riforme. Tra le più importanti si ricorda l’istituzione del catasto detto “teresiano”, per censire e poi tassare le proprietà fondiarie e gli immobili, anche al clero e alla nobiltà.

Rinnova il codice penale, unico per tutti e la pubblica amministrazione. Fa istituire un esercito stanziale e il Consiglio di Stato. Riforma il sistema sanitario, quello scolastico con l’obbligo della scuola primaria. Favorisce industrie, il commercio, l’artigianato.

Impone i vaccini contro il vaiolo, allora un vero flagello. Abolisce la servitù della gleba e la tortura presenti in Boemia e Ungheria e sopprime l’ordine dei Gesuiti incamerandone i beni. Cerca di combattere le superstizioni e la persecuzione delle streghe, i duelli e i giochi d’azzardo.

Invece, sostiene che per ‘abolire la prostituzione bisognerebbe abolire gli uomini’. Inoltre, promuove la cultura con nuove biblioteche,  attraverso scuole, associazioni. Fa costruire il teatro alla Scala di Milano e grandi opere pubbliche.

Maria Teresa negli anni del suo regno si circonda sempre di persone esperte come il suo “braccio destro”, il ministro Venceslao Antonio Kaunitz e il diplomatico conte Carlo Giuseppe di Firmian. Per quanto riguarda la sfera privata conduce una vita semplice, sobria e piacevole.

Il matrimonio con Francesco Stefano, combinato ma riuscito, è un legame d’amore, da cui nascono ben sedici figli, cinque maschi e una nidiata di femmine, di cui solo dieci sopravvissuti. Infatti, alcuni contraggono il vaiolo. Maria Elisabetta, Maria Carolina, Carlo Giuseppe muoiono presto e in seguito anche Maria Giovanna Gabriella e Maria Giuseppina vengono colpite dalla malattia.

Maria Anna e Maria Elisabetta sono avviate alla vita ecclesiastica, diventando Badesse. Invece, altre  figlie sono destinate ai regnanti e nobili europei per rinsaldare vantaggi e legami. Maria Cristina va in sposa al  principe Alberto di Sassonia e Maria Amalia a Ferdinado di Borbone duca di Parma.

Maria Carolina è promessa in moglie a Ferdinando IV di Napoli e Maria Antonietta al Delfino di Francia. Anche per i maschi i ruoli di potere e strategici non mancano. Giuseppe alla morte del padre affianca la madre e ne eredita la corona.

E sono note anche le tante incomprensioni del figlio verso  Maria Teresa, che trova la sua politica religiosa “ingiusta ed empia”. A Leopoldo II, viene affidato il Granducato di Toscana, dato  dalla Francia al padre Francesco Stefano, in cambio della Lorena e “come condizione per ottenere la mano di Maria Teresa”.

Il fratello Ferdinando invece, è Duca di Brisgovia, e Massimiliano Francesco, arcivescovo elettore di Colonia. Maria Teresa si occupa personalmente dell’educazione dei figli, intervenendo secondo le sue abitudini e inclinazioni, mostrandosi una madre amorevole, ma severa. Stabilisce in particolare per le femmine un “programma quotidiano”, sull’igiene, studi, impegni e preghiere. Maria Teresa donna rigorosa, pratica, non accetta capricci neanche a tavola, tanto da servire per giorni alla figlia Giovanna Gabriella sempre lo stesso pesce.

A Maria Antonietta, che diventa poi regina di Francia, considerata frivola, non risparmia critiche e previsioni di sventure, come poi accade morendo decapita. La madre le rimprovera la fissazione per la moda, i stravaganti cappelli, lo stile di vita costoso e superficiale: “Non mi pare che debba vestire così la sovrana di una grande Nazione, la moda è da seguire non da esagerare. Una regina graziosa non ha bisogno di tutte queste pazzie sulla testa”.

La regina di Francia infatti,  che di fronte a una Parigi sporca, affamata, ridotta a vendere al mercato persino le  briciole di pane, propone di dare al popolo esasperato le famose briosce. Paga un prezzo molto alto per “la leggerezza e l’incapacità  di prendere sul serio problemi e pericoli”, umiliata e isolata non riesce ad avere nessuno esilio, morendo tragicamente sul patibolo.

Maria Carolina, futura Regina di Napoli ha un rapporto di complicità con la madre. Dopo le nozze “si dichiara disgustata dall’intimità fisica, sostenendo che avrebbe preferito morire, piuttosto che rivivere la prima settimana di matrimonio”.

Ma nonostante le sue repulsioni nascono comunque ben diciotto figli, superando persino la madre. Pietro Leopoldo che diventa Granduca dello Stato di Toscana, e alla morte del fratello Giuseppe Imperatore, si mostra in questo periodo un sovrano illuminato. Tra le sue riforme oltre la bonifica della Maremma è noto per l’abolizione della pena di morte, che  segue il pensiero di Cesare Beccaria in “Dei delitti e delle pene”.

Maria Teresa abile politica e madre rigida, devota, ironica, stoica e instancabile, tanto da lavorare sin dalle prime ore del mattino “ama divertirsi, cantare ballare”. Si racconta che durante il parto si fa estrarre anche i denti incurabili, per soffrire e liberarsi in una volta sola. Si esprime quasi sempre in un dialetto viennese.

Vigila costantemente sui figli che non manca di  rimproverare anche nelle sue lettere, come accade con Leopoldo tacciato di freddezza, a Maria Carolina di dedicarsi troppo alla politica e a Maria Antonietta per vizi e inizialmente la mancanza di eredi.

Alla morte del marito avvenuta il 18 agosto del 1765, si chiude in un profondo lutto, rinuncia alla vita pubblica, ai gioielli, si taglia i capelli e veste di nero, arredando  le camere dello stesso colore fino alla morte.

Lei stessa ammette di non riconoscersi più, si sente “senza l’amore del marito, come un animale, priva della ragione”. Dal  matrimonio con Francesco I, nasce il casato degli Asburgo-Lorena, che resta al potere fino alla prima guerra mondiale.

La loro unione nonostante i contrasti per le frequenti infedeltà  del marito, che si mostra superficiale e poco incline alla politica, sembra la sua vera ragione di vita. Inizia un periodo di co-reggenza con il figlio Giuseppe. Maria Teresa che eredita un governo in crisi, lascia uno Stato sano, efficiente e solido.

L’Arciduchessa regnante d’Austria, Imperatrice del Sacro Romano Impero, prima di morire il 29 novembre del 1780, quando il figlio Giuseppe suo successore le chiede se fosse comoda, lei serenamente, nella sua immensa grandezza risponde: “Pure troppo per morire”.