I mercati annunciano buone prospettive per l’America Latina. Forte dall’aumento dei prezzi delle materie prime e delle esportazioni, la ripresa economica della regione è un dato di fatto ma la povertà rimane un problema irrisolto…

(Quasi) l’intera regione cresce:

Secondo i dati riportati dall’FMI, nel 2018 la regione crescerà di 1,9% e nel 2019 si prevede una crescita del 2,6% nei confronti dell’1,3% registrato durante il 2017. La ripresa del continente è ancora più alta se si esclude il Venezuela dall’indice. Ad esempio, nel 2016 la regione era a -0,7%, ma se si esclude il Venezuela dalle statistiche si registra invece una crescita di 0,1% (una percentuale che avrebbe fatto festeggiare lo stesso Renzi).

I fattori che hanno impulsato la crescita sono stati il consumo e le esportazioni. Gli investimenti e un’evidente calo dell’inflazione durante il 2017 lasciando un po’ di margine per politiche monetarie accomodanti. Mentre i paesi caraibici vanno avanti grazie alla ripresa degli Stati Uniti, quelli del Sudamerica iniziano a fare passi in avanti grazie ai parziali miglioramenti nelle economie del Brasile, dell’Argentina e dell’Ecuador.

Ma la povertà è in aumento…

Anche se i dati economici sono stimolanti per quel che riguarda la fine del 2018 e l’intero anno 2019, questa crescita non riesce a materializzarsi nei ceti meno abbienti dei paesi del continente, dove la povertà è aumentata al 30,7% a partire dal 2016 senza mai diminuire durante gli anni successivi.

Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e il Caribe (CEPAL), mentre nel 2014 l’indice di povertà era del 28,5%, dal 2016 in poi è aumentata fino a raggiungere oltre il 30%. In altre parole, se nel 2014 i poveri erano circa 168 milioni, a partire dal 2016 sono aumentati a 186 milioni.

Ad aumentare il divario tra ricchi e poveri incidono le drammatiche situazioni che attraversano il Venezuela, in primis, e paesi come il Brasile che nonostante un’esponenziale aumento delle esportazioni (soprattutto verso i paesi del G20, tutti partner di primo grado), non riesce a dare risposte efficaci alla sempre più questione sociale.

Come incide la crisi venezuelana?

Particolarmente il fenomeno migratorio proveniente dal Venezuela verso il resto dei paesi latinoamericani sta contribuendo a destabilizzare le economie dei paesi in via di sviluppo. In un modo o nell’altro, l’emergenza umanitaria del Venezuela incide pesantemente nel resto della regione. Un’altro esempio l’abbiamo già elencato nei paragrafi precedenti dove, per registrare la crescita dell’0,1% nel 2016, la FMI ha dovuto sottrarre il “caso estraneo” del Venezuela che al momento trascinava il resto della regione all’0,7%.

Pari opportunità? Per chi?

Altri fattori che impediscono l’allocazione e redistribuzione di risorse all’interno della popolazione nei diversi stati sono la mancanza di opportunità per la realizzazione degli individui – sia a livello di istruzione che nel mondo del lavoro. Purtroppo, le differenze tra i centri e le periferie sono sempre maggiori in paesi che mantengono in vigore modelli estremamente accentrati e insostenibili.

I risultati sono analoghi in quasi tutti i paesi latinoamericani, la stragrande maggioranza delle risorse rimane concentrata nelle città principali – soprattutto nelle capitali – mentre le periferie vengono lasciate nel dimenticatoio.