A novant’anni guarda il mondo con gli occhi del “vecchio bambino”. Un artista di nome Sandro Greco

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Nel suo libero gioco e con molta umiltà, cerca di seguire le orme degli artisti Alexander Calder, Marc Chagall, Fausto Melotti, Joan Mirò e Pablo Picasso.

Il “suo mondo” come lo chiama lui, gli permette di scoprire relazioni, ordine, armonia e gli consente di vedere tutto ciò che lo circonda come un sistema eterogeneo nel quale con il proprio “io”, cerca di adattarsi e di far adattare le cose a sé stesso, «senza fare il moralista o il pedante ma con un puro e semplice entusiasmo e con una immensa gioia di vivere sapendo di recitare sul nostro pianeta una piccolissima parte evanescente».

Stiamo parlando di Sandro Greco, classe 1928, nato a San Pietro Vernotico, ma oramai salicese doc. Sandro Greco infatti, vive ed esercita la sua arte a Salice Salentino, in provincia di Lecce. Consegue la Laurea a Bari in Farmacia nel 1956 e l’abilitazione all’insegnamento della chimica a Roma nel 1962.

Esercita la professione di farmacista e lavora come Collaboratore Scientifico.

Fino al 1961 collabora come corrispondente con “Il Messaggero di Roma”, con la “Gazzetta del Mezzogiorno” di Bari, con il “Meridionale” di Brindisi, con la rivista culturale “Selva” di Torino.

Sandro inizia a dipingere da autodidatta nel 1948, ben presto però scopre un’arte tutta sua, attraverso la quale comunica la sua percezione del mondo. Un’inventiva particolare la sua, che lo rende uno degli artisti più fantasiosi degli ultimi tre decenni.

«Da tempo non amo più l’avanguardia artistica, perché essendo stata mercificata, ha perduto la sua originalità, il suo estro, il suo significato e quindi è diventata spettacolo, arredamento. È una avanguardia artificiale e come tale non ha più anima. Invece amo sempre più l’arte, come l’amano e la hanno amata gli artisti puri, piccoli o grandi (non ha importanza), e questo mi permette di realizzare un rapporto biunivoco con il mondo circostante attraverso l’esperienza dei dati di fatto sviluppati dalla mia immaginazione».

No segue le mode, dunque, Sandro Greco. Lo stesso specifica che la moda sia inevitabile nell’arte così come in tutti i campi, ma «essere alla moda a tutti i costi» potrebbe essere dannoso, perché non ha nulla a che vedere con quelli che sono i veri i compiti di un artista.

Infatti dal 1985 in poi, come leggiamo nel suo curriculum, abbandona le avanguardie artistiche per proseguire il suo personale percorso creativo, producendo tappeti ed arazzi annodati interamente a mano, a punto Smirne (Tapparazzi), “maschere in cartapesta, gioielli in oro, in argento, in ottone, piatti in cartapesta, libri di carta, di stoffa, di alluminio, di plexiglas, di legno, scacchiere, scatole di legno contenenti le cose e i pensieri più interessanti, cartoline di legno, sculture.

Ma quali sono i compiti di un artista?

Sandro Greco attraverso le sue creazioni, racconta ciò che esiste nel modo in cui mai nessuno lo ha guardato, creando la novità nella quotidianità.

Si definisce un artigiano dell’arte, poiché per le sue creazioni utilizza gli umili mezzi a sua

disposizione, cercando di far bene ciò che sa fare.

«Mi definisco un artigiano perché chi crea qualcosa deve sempre metterci del suo». Oggetti che apparentemente possono sembrare ugual tra loro, in realtà non lo sono. Ognuno ha la sua storia, il suo periodo, il suo sacrificio, la sua ispirazione. Ogni creazione di Sandro Greco, anche oggi, alla veneranda età di 90 anni, racconta una storia unica, vive un’era propria, ha la sua voce, lo sguardo di un uomo che nella sua manualità, nella sua creatività, lascia danzare il gioco dell’artista con il gioco del bambino.

Sandro Greco, infatti, da grande estimatore di Alexander Calder, Marc Chagall, Fausto Melotti, Joan Mirò e Pablo Picasso, proprio come loro, si sente un vecchio bambino.

«Ringrazio il buon Dio ogni Santo giorno, perché mi ha dato la forza di arrivare a 90 anni e farmi sentire ancora la grinta, la voglia di creare». Sandro Greco ci racconta questo mentre ride di gusto. Sorride alla vita, mentre i solchi sul suo vito, segnano gli anni passati, raccontano il suo tempo e ce lo fanno immaginare ragazzino creativo che “gioca” a rendere migliore il mondo.

Infatti il “gioco” è l’elemento chiave di molte sue opere. Attraverso lo strumento ludico Sandro Greco, cerca di rendere più fruibile e di facile comprensione, la realtà che ci circonda, perché come dice lui, «il gioco, così come l’arte, rende l’uomo libero».