Quando si parla di Oriente, si parla di  Giuseppe Tucci e Matteo Ricci (1552-

1610), unico occidentale ad essere elevato al grado di mandarino. Entrambi sono di Macerata. Il Destino, però, sotto forma di stolidità umana esiste, ed a Macerata non vi è un museo orientale! Ci sono titani, assenti nelle bibliografie degli orientalisti italiani contemporanei.

Sono gli allievi di Tucci, la Gloria dell’Orientalistica italiana, titani come Luciano Petech, Gherardo Gnoli, Raniero Gnoli, Fosco Maraini, Mario Bussagli; ed ancora Taddei, Filippani Ronconi tutti scomparsi. Per non non parlare di quelli che sono venuti prima! Vai a Gubbio, tanto per dire, pensi di trovare solo Medioevo, invece a Palazzo dei Consoli c’è una raccolta sino-tibetana. I primati orientali italiani, Giuseppe Castiglione (1688-1766), l’unico pittore di corte straniero della Cina, sotto il grande Imperatore manciù Qianlong.

Quella che è, (non sono per nulla

originale), la più bella foto di Fosco Maraini, Vestita d’acquainclusa in quel capolavoro che èOre giapponesi (’57), in cui Maraini, enorme yamatologo, ma allievo ingrato, mette però una dedica a Tucci, nel chiamarlo, Grande Maestro, e ti credo, senza Segreto Tibet (’51), Maraini dove andava? E quando si parla di Tibet, si parla di Tucci. Ciò detto, Maraini, oltre a essere stato il maggiore studioso al mondo degli Ainu, che lui chiamava il Popolo Bianco, ha specialmente inventato l’antropologia culturale del Giappone.

Chi ricorda gli Iranisti italiani, gli islamisti italiani? Dove è nata la egittologia, la prima cattedra? A Torino! Vai a Gubbio, tanto per dire, pensi di trovare solo Medioevo, invece a Palazzo dei Consoli c’è una raccolta sino-tibetana. Parlate di Economia? Che io amo poco ma è stata inventata alla Federico II di Napoli, e chi cita mai Vilfredo Pareto?  Chi ha inventato il cinema? Non i Lumière, ma Filoteo Alberini. 

Reputo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn una mente

superiore nel cinema. Ebreo, omosessuale, comunista, certo, ne potevo ciarlare male, ne aveva tutti i requisiti. Invece, per me è stato un totale fenomeno. Infatti, negli anni, l’ho citato in continuazione nei miei umili scritti. Invece, per me è stato un totale fenomeno. Infatti, negli anni, l’ho citato in continuazione nei miei umili scritti. Fu una delle poche Menti del Cinema, con l’accostamento che egli fece tra il montaggio filmico e la pittura cinese e giapponese, ossia mettere una inquadratura sopra l’altra, il Regime Patetico, come lo chiamava lui, come anche avviene nei rotoli dipinti orientali, dove trovi una montagna sopra l’altra. Presi 31 a Pedagogia Generale, e da non frequentante (ero militare), con quel comunistone di Nicola Siciliani De Cumis, tutto lo scibile dalla Grecia in poi e alla fine il Corso Monografico col professore era sulle Lettere dal carcere di Gramsci, e gliele ho dette bene.

Perché o ce l’hai le cose o no, è così e da sempre, la cultura, la conoscenza, la capacità deve venire PRIMA DI TUTTO.

Manfredo Tafuri è stato il massimo studioso di Storia

dell’Architettura  del Secondo Dopoguerra. Nome, ovviamente, ignoto nel mondo degli Eco e Portoghesi, due mai arrivati al suo livello Ah, sia chiaro, Tafuri mica era di destra, però veniva da una scuola che mette il merito prima della parrocchia.
Come l’ho scoperto? Andai tanti anni fa a una conferenza all’Accademia Belgica su di lui  perché è  necessario sempre imparare. Oops! Pure questo Vero studioso Italiano si è occupato d’Oriente, è una costante che sottolineo da anni. Tafuri, ‘na capoccia tanta, totalmente ignorato. Così non si crea una Grande Nazione.

 Quirino Principe, pochi lo conoscono, come sempre, e ciò è il solito italico male di non sapere. Accademico, uomo di grande cultura e musicologo. A lui, e in parte minore a Zolla, si deve l’arrivo di Tolkien in Italia. Storica la sua frase quando si parla della sinistra, la trovo sublime, Sono in posizione di combattimento. Chi conosce il nome di Orazio Antinori o di Giacomo Costantino BeltramiE’ la consapevolezza che manca; i più grandi studiosi in ogni settore; le più grandi collezioni in ogni ambito. Il reato è non sapere. Chi ha avuto Evola, Gentile e Croce nello stesso secolo? L’Italia. Tutto questo è stato messo sotto da una visione anti-italiana.

Luigi De Pascalis nella prefazione a Futuro anteriore,

raccolta giovanile di racconti fantascientifici di Gianfranco de Turris (Psiche e Aurora editore, 2013), parla dei titolati come gente: […] con il petto affollato di medaglie e con la testa vuota di idee. Ecco, partiamo da qui, e in breve, due dati, giacché lo studioso di ciò vive, non di Sherry nei vecchi salotti di Oxford, infatti, ecco poi che è diventata Oxford! Carlo Scarpa, il maggior museografo al mondo, non aveva una laurea, ma poi divenne ordinario a Venezia… perché? Per la sua assoluta competenza. Ma ci vogliamo veramente fare due risate su un dato che quasi nessuno sa? Croce e dico Croce, antipatico e baronale quanto si voglia – io di mio poco lo amo – ma fu un vero titano della Cultura Mondiale, mica era laureato! Oppure Praz che non prese la lode in Letteratura?

L’americanizzazione della cultura è la fine di tutto,

c. v., titoli ostentati, verità confermate dai soliti amici o correnti culturali. Ecco perché dico, , che è un Male pensare di crescere dei vincenti, così crei dei mostri. La verità? Scarpa, Croce e Praz ci sono nati numeri uno! O ce l’hai o non ce l’hai! Invece di pensare di crescere dei fenomeni, perché non pensare di dare dei sani valori, e di crescere un bravo falegname, orafo, restauratore (Dio sa quanto siano preziosi loro per l’Italia), ecc.? Questa è America, anche se non uno se ne rende conto. Siamo arrivato ai droni no? Manco moriamo più! Bombardiamo a distanza come fosse un gioco! Perché i figli d’Occidente nello scontro 1 contro 1 oramai perdono e le bombe sono la unica cosa che ci resta.

Finis,  fate ricerche, chi conosce nomi come quelli di

Carlo Alfonso Nallino,  Mario Marega o Ettore Rossi? Ah, Conoscete Eco? Era uno studioso quello? Imparate il russo, il cinese, il giapponese, il turco o l’arabo e poi se ne riparla! Nell’IsMEO di Tucci si studiava persino il bengalese e Mussolini parlò con Gandhi in visita a Roma, e Rabindranath Tagore era un estimatore di Tucci.